Il mercato assicurativo italiano chiude il 2025 con segnali di crescita su quasi tutti i fronti. Secondo i dati diffusi dall'Ania, l'associazione nazionale delle imprese assicuratrici, i premi complessivi nel settore dei rami danni hanno raggiunto quota 43,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 6,6% rispetto all'anno precedente. Un dato che riflette le pressioni inflazionistiche ancora presenti nel sistema economico e che si ripercuotono direttamente sulle tasche degli assicurati.

Per quanto riguarda nello specifico l'assicurazione responsabilità civile auto, il ramo più diffuso tra gli italiani, l'aumento rimane contenuto al 3,6%. Una cifra apparentemente modesta, ma che nasconde dinamiche complesse. L'Ania spiega chiaramente quale sia il principale colpevole di questo rincaro: il vertiginoso aumento del costo dei sinistri, alimentato dall'impennata inflazionistica che ha caratterizzato il triennio 2022-2025. Nel medesimo periodo, i ricambi auto sono diventati più cari del 16,4%, mentre le valutazioni dei danni alla persona hanno subito una rivalutazione superiore al 18%, a fronte di un'inflazione generale che ha toccato il 17,2%. Numeri che spiegano perché il premio medio RC auto nello stesso quadriennio sia cresciuto di poco più del 16%.

Una prospettiva però merita di essere sottolineata: se lo sguardo si estende agli ultimi tredici anni, dal 2012 al 2025, emerge un quadro ben diverso. In questo arco temporale più ampio, il premio medio dell'assicurazione auto ha subito una riduzione complessiva del 24%. Un dato che dimostra come le fluttuazioni attuali si iscrivano all'interno di un trend di lungo termine decisamente favorevole ai consumatori, nonostante le recenti accelerazioni al rialzo.

Al di là della polizza auto, gli altri rami danni mostrano incrementi decisamente più significativi. I premi per la copertura dei veicoli terrestri salgono del 9,2%, le polizze di assistenza crescono del 9,7%, il credito e cauzione registra un balzo del 10,9%, mentre la malattia accelera dell'11,6%. Il ramo che registra l'impennata maggiore è quello incendio, con un aumento del 17,1%, trainato in buona parte dall'introduzione dell'obbligo assicurativo per i rischi di catastrofi naturali per le imprese, entrato in vigore attraverso la legge di bilancio 2024 e che da solo rappresenta circa il 5% di questo incremento.

Questi dati testimoniano come il comparto assicurativo stia attraversando una fase di riequilibrio tariffario, necessario per fronteggiare costi di gestione dei sinistri significativamente più elevati rispetto al passato. Un fenomeno destinato probabilmente a proseguire, almeno fino a quando le pressioni inflazionistiche non si normalizzeranno completamente nel sistema economico.