Il Made in Italy a tavola continua a macinare successi sui mercati internazionali, confermando il ruolo cruciale dell'agroalimentare nell'economia nazionale. Tuttavia, dietro questa crescita positiva si cela una criticità sempre più pressante: le aziende del comparto faticano enormemente a reperire maestranze specializzate. Secondo i dati diffusi da Confartigianato durante il convegno 'Intelligenza artigiana a tavola' svoltosi alla Camera dei Deputati, su 176.450 professionisti ricercati dalle imprese del food italiano nel corso dell'anno scorso, ben 68.160 non sono stati trovati. Una proporzione allarmante che supera il 38% delle necessità complessive.

La difficoltà nel reclutamento non è omogenea sul territorio nazionale. L'Emilia Romagna guida questa poco invidiabile classifica con 8.910 figure introvabili rispetto alle 21.660 posizioni da coprire, seguita dalla Campania con 8.560 vacanze non colmate su 24.760 richieste e dalla Lombardia con 7.640 mancanze su 20.200. Veneto e Puglia completano il quadro delle regioni più colpite, rispettivamente con 7.520 e 6.980 lavoratori non reperibili. Situazioni critiche anche in Piemonte-Valle d'Aosta e Sicilia, dove le carenze ammontano rispettivamente a 5.880 e 4.240 unità.

A creare maggiore preoccupazione è il dato relativo alle professioni tradizionali dell'eccellenza culinaria italiana. Panettieri, pastai, pasticceri, gelatai e conservieri artigianali rappresentano il bersaglio principale delle ricerche aziendali, ma anche quello dove la scarsità si fa più acuta: su 28.610 posizioni aperte, 16.010 rimangono scoperte, pari al 56% del totale. Particolarmente drammatica è la situazione per panettieri e pastai, con 9.820 figure mancanti sul 67,6% delle 14.520 ricerche. Pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali seguono con 6.190 professionisti non trovati su 14.090 richiesti.

"Il settore alimentare artigiano dimostra una vitalità straordinaria," afferma Cristiano Gaggion, presidente di Confartigianato Alimentazione, "ma la scarsità di competenze rappresenta una minaccia concreta per il futuro delle nostre attività." In Italia operano attualmente 64.365 imprese artigiane nel comparto alimentare, bevande e ristorazione, che occupano complessivamente 248.672 addetti e costituiscono uno dei pilastri dell'economia agroalimentare italiana.

Parallela alla crescita produttiva, cresce anche la consapevolezza dei consumatori: 12,3 milioni di italiani, corrispondenti al 23,5% della popolazione maggiore di 14 anni, acquistano prodotti a chilometro zero, con una prevalenza nel Mezzogiorno. Questa dinamica positiva, sottolinea Marco Granelli presidente di Confartigianato, è però messa a rischio proprio dalla mancanza di operai qualificati. Senza le competenze adeguate diventa infatti sempre più difficile garantire gli standard qualitativi e la sostenibilità che caratterizzano l'eccellenza italiana nel panorama agroalimentare globale.