Bruxelles ha deciso di proseguire con il procedimento sanzionatorio nei confronti dell'Italia in materia di plastica monouso. Secondo quanto comunicato dall'esecutivo europeo, dopo l'invio del parere motivato, emergono numerose criticità nel modo in cui il nostro Paese ha recepito le norme comunitarie sulla riduzione dei prodotti plastici usa e getta.

Le violazioni riscontrate riguardano principalmente tre aspetti: la Commissione contesta l'introduzione di una soglia minima per classificare un prodotto come "plastica", l'esenzione accordata ai materiali biodegradabili da talune disposizioni della normativa, e soprattutto la limitazione della responsabilità dei produttori nel coprire i costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Quest'ultimo punto rappresenta una questione centrale della direttiva europea.

A questi rilievi si aggiunge una violazione di natura procedurale: l'Italia ha adottato la legislazione nazionale che implementa la direttiva sulla plastica monouso prima della scadenza del termine di tre mesi di moratoria previsto dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico. Si tratta di un dettaglio tecnico ma rilevante agli occhi di Bruxelles, che punta a garantire trasparenza nelle procedure normative.

Il nostro Paese dispone ora di sessanta giorni per presentare memorie e controreplica alle osservazioni della Commissione europea. Qualora Roma non fornisca risposte soddisfacenti, il fascicolo potrebbe essere deferito alla Corte di giustizia dell'Unione europea, con possibili sanzioni pecuniarie. La palla è tornata nel campo italiano: il governo dovrà ora valutare se intervenire sulla normativa nazionale per allinearla completamente agli standard europei.