Il governo italiano sta esaminando possibili interventi sul sistema delle accise mobili sui carburanti. A dichiararlo è stato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto al Forum ANSA dove ha affrontato le principali questioni di governo. Secondo il ministro, la normativa quadro risale al 2023 ed è stata emanata dallo stesso esecutivo attualmente in carica, ma potrebbe necessitare di aggiustamenti.
Pichetto Fratin ha spiegato che il ministero dell'Economia e delle Finanze è già al lavoro per valutare eventuali modifiche alla legge quadro, tenendo conto delle attuali condizioni di mercato. La presidente del Consiglio, ha ricordato il ministro, ha già avuto modo di esprimersi pubblicamente su questo tema. Nonostante l'intenzione di intervenire, il governo ribadisce la necessità di procedere con estrema prudenza.
Il ministro ha sottolineato che il mercato energetico internazionale presenta oscillazioni molto significative, con variazioni di prezzo che raggiungono il 20% nell'arco di poche ore. In questo contesto estremamente volatile, ha avvertito, è fondamentale evitare scelte dettate da reazioni emotive, per quanto comprensibili. Il governo intende valutare con massima attenzione tutte le conseguenze potenziali di qualsiasi decisione che decida di adottare.
Secondo Pichetto Fratin, gli elementi da considerare sono molteplici e complessi. In primo luogo, bisogna tener conto dei movimenti dei prezzi internazionali del petrolio e del gas, che oscillano di 10-15 euro nel giro di 15 minuti. Il ministro ha evidenziato come dichiarazioni geopolitiche importanti possono provocare cali drastici dei prezzi: ha citato l'esempio di un crollo del 20% seguito a una semplice comunicazione del presidente degli Stati Uniti sulla conclusione della guerra.
Il ministro ha inoltre rimarcato l'importanza di comprendere come funziona il sistema dei mercati internazionali, analizzando i fondamentali di domanda e offerta e il loro effetto sui prezzi. A questi fattori si aggiungono le speculazioni, fenomeno che complica ulteriormente lo scenario. Per il governo, dunque, l'approccio prudenziale rimane la linea maestra in attesa di ulteriori valutazioni tecniche su come modificare il meccanismo delle accise.