Una seduta nera quella di oggi per gli investitori europei. Le piazze finanziarie del continente hanno accusato un colpo significativo dopo la diffusione dei dati inflazionistici provenienti dagli Stati Uniti, con l'indice Stoxx 600 che ha registrato una flessione dello 0,85%. A trascinare verso il basso il comparto sono soprattutto i listini di Francoforte (-1,4%) e Milano (-1,3%), seguite da Parigi (-0,8%), Londra (-0,8%) e Madrid (-0,5%).

A pesare sul clima d'incertezza dei mercati contribuiscono anche le crescenti preoccupazioni geopolitiche. La situazione nel Medio Oriente e le possibili ripercussioni sullo Stretto di Ormuz continuano ad alimentare l'instabilità: petrolio e gas naturale rimangono sotto pressione rialzista, creando ulteriori margini di volatilità per gli asset finanziari globali.

Sulla piazza italiana il rendimento del titolo di Stato decennale è aumentato di 12 punti base, attestandosi al 3,64%. Lo spread tra il Btp italiano e il Bund tedesco si mantiene a 73 punti base, riflettendo ancora una volta le divergenze tra le economie dell'Eurozona. A questo quadro si aggiunge la tensione sui mercati obbligazionari dopo le recenti dichiarazioni di alcuni membri della Banca Centrale Europea riguardanti l'orientamento della politica monetaria futura.

Non accenna a diminuire la pressione sugli altri debiti sovrani europei. I rendimenti greci salgono al 3,63% con un incremento di 13 punti base, mentre il decennale britannico si porta al 4,66%, in crescita di 11 punti base. Un segnale che gli investitori stanno ricalibrando le loro aspettative su tassi più alti e per periodi più lunghi rispetto a quanto ipotizzato fino a poche settimane fa.