Una tempesta perfetta di aumenti sta per investire il paese. Secondo Confesercenti, l'Italia rischia di affrontare una batosta economica da 14 miliardi di euro nei prossimi mesi a causa dell'impennata simultanea dei prezzi dell'energia e dei carburanti. Nel dettaglio, si prospetta un aggravio di 6,9 miliardi legato ai rifornimenti e di altri 7,1 miliardi derivanti dalle bollette di luce e gas.

L'associazione che rappresenta i piccoli e medi commercianti lancia l'allarme con toni preoccupati: questi rincari rischiano di vanificare completamente gli sforzi del governo contenuti nel Decreto Bollette, pensato proprio per contenere i danni dell'emergenza energetica sulle attività economiche. Non solo le imprese verrebbero travolte, ma l'intero sistema economico ne sentirebbe le conseguenze negative, con ricadute a cascata su consumi e occupazione.

"È una situazione che non possiamo permetterci di ignorare", sottolinea Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. Secondo il dirigente, famiglie e operatori commerciali si troverebbero schiacciati da un peso eccessivo, mentre lo Stato incasserebbe un gettito Iva supplementare considerevole grazie proprio all'aumento dei prezzi. Una ingiustizia di fondo che andrebbe corretta.

Confesercenti chiede dunque un intervento correttivo dello Stato: almeno una porzione significativa di questo extragettito dovrebbe essere restitituita all'economia reale attraverso misure di compensazione. L'obiettivo è contenere l'impatto dei rincari sulla spesa delle famiglie, sulla redditività delle imprese e sulla dinamica complessiva di crescita del Paese. Senza un'azione decisiva, il rischio è che la fragile ripresa economica venga compromessa ulteriormente.