In uno scenario economico complesso e difficile da interpretare, gli investitori rischiano di lasciarsi guidare dall'emotività piuttosto che da analisi razionali. Per fare il punto della situazione abbiamo incontrato Alessandro Tentori, chief investment officer per l'Europa di BNP Paribas Asset Management, che ci ha aiutato a orientarsi tra le principali incognite che caratterizzano i mercati nei primi mesi del 2026.
La domanda principale riguarda come il gruppo francese incorpora nei suoi modelli di valutazione del rischio la possibile escalation legata alle tensioni geopolitiche in Iran, con le conseguenti oscillazioni nei prezzi dell'energia e la volatilità diffusa sui mercati finanziari. Secondo Tentori, il rischio geopolitico rappresenta una costante nei calcoli degli analisti, ma con caratteristiche particolari: mentre i mercati hanno imparato a gestire un livello di tensione internazionale costantemente presente, senza particolari effetti sui premi di rischio, rimane impossibile prevedere con precisione l'inizio di un conflitto armato o rapidi cambiamenti nelle politiche commerciali. Tuttavia, l'esperto osserva che storicamente le fiammate di tensione geopolitica tendono ad esaurirsi in tempi relativamente brevi, per una combinazione di fattori che vanno dall'affaticamento mediatico al peggioramento del sentiment degli investitori fino alla correzione veloce di valutazioni eccessive.
Ben più preoccupante della volatilità a breve termine è il quadro dell'inflazione nel medio periodo. Alla luce delle ultime decisioni della Federal Reserve e dell'evoluzione macro dell'economia globale, Tentori sottolinea che l'economia americana gode ancora di buona salute e le stime di crescita per il 2026 rimangono stabili. Ciò che preoccupa maggiormente è la possibile risalita dei prezzi al consumo sia negli Stati Uniti che nell'Eurozona. Secondo i modelli della Banca centrale europea, l'inflazione nell'area dell'euro potrebbe attestarsi mediamente al 2,4% nel corso dell'anno, una previsione che era già stata contemplata negli scenari di sensibilità forniti dallo staff dell'Eurosistema lo scorso dicembre.
Quelle dinamiche inflazionistiche avranno naturalmente ripercussioni sulla strategia di allocazione degli asset. I banchieri centrali tendono a sottovalutare gli effetti di shock petroliferi di breve durata, utilizzando quella che in gergo tecnico si chiama la strategia dello "sguardo oltre" (look through). Tuttavia, la situazione attuale impone una riflessione più articolata sulla durata e l'intensità dell'inflazione importata, soprattutto se gli shock energetici dovessero persistere più a lungo del previsto. Questo equilibrio tra rassicurazioni ufficiali e rischi reali rimane una delle principali sfide per chi deve prendere decisioni di investimento nel presente contesto.