L'economista Emanuele Felice torna a puntare il dito sulle criticità della politica energetica nazionale. In un'intervista rilasciata a Repubblica Economia il 12 marzo, l'esperto evidenzia come l'Italia continui a soffrire di decisioni strategiche errate che rallentano significativamente il percorso verso la sostenibilità e l'indipendenza energetica.
Secondo Felice, il nostro Paese sta accumulando ritardi preoccupanti nel settore delle energie rinnovabili, un ambito cruciale per raggiungere gli obiettivi climatici europei e ridurre la vulnerabilità rispetto alle crisi geopolitiche che incidono sui prezzi del gas naturale. L'economista sottolinea come questi rallentamenti rappresentino non solo una questione ambientale, ma anche un problema economico strutturale che penalizza la competitività del sistema produttivo italiano.
Particolarmente duro il giudizio di Felice nei confronti della gestione governativa del settore. L'esperto sostiene che l'esecutivo dovrebbe prioritariamente introdurre una tassazione sugli extraprofitti realizzati dalle grandi società energetiche, uno strumento che consentirebbe di trasferire alle casse pubbliche risorse ingenti generate dagli attuali prezzi elevati dell'energia. Tuttavia, secondo l'analisi dell'economista, la volontà politica di attuare questa misura appare debole perché il Governo preferisce evitare conflitti diretti con i principali operatori del mercato energetico.
Le critiche di Felice si inseriscono in un dibattito più ampio sulla necessità di accelerare la transizione ecologica italiana, questione che rimane centrale nell'agenda delle istituzioni ma che continua a scontrarsi con interessi consolidati e scelte non sempre coraggiose dal punto di vista normativo e fiscale.