Continuano a lievitare i costi dei carburanti sulle pompe italiane, in una spirale rialzista alimentata dalle crescenti tensioni internazionali nel Golfo Persico. Secondo i dati forniti dai gestori degli impianti all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, rilevati nella mattinata di ieri su circa ventimila stazioni di servizio, la benzina senza servizio ha raggiunto la media di 1,811 euro per litro, registrando un incremento di 9 millesimi rispetto alle rilevazioni precedenti. Le compagnie maggiori propongono il carburante a 1,813 euro, mentre le pompe bianche lo vendono a 1,794 euro.

La situazione del gasolio risulta ancora più preoccupante per chi guida auto diesel: il prezzo medio del diesel self service si attesta a 2,030 euro al litro, con un rialzo di 17 millesimi. Anche in questo caso le grandi compagnie (2,027 euro) mantengono prezzi lievemente superiori rispetto alle realtà indipendenti (2,011 euro). Nel servito, la benzina raggiunge i 1,947 euro al litro mentre il diesel arriva a 2,159 euro, con incrementi rispettivamente di 11 e 19 millesimi.

Per chi sceglie carburanti alternativi la situazione è leggermente diversa. Il Gpl servito si posiziona a 0,704 euro al litro con una crescita minima di 1 millesimo, il metano a 1,494 euro al chilogrammo (+7 millesimi) e il Gnl a 1,235 euro al chilogrammo (+2 millesimi). Tuttavia, chi percorre le autostrade deve mettere in conto rincari ancora più sensibili: la benzina self service in autostrada raggiunge 1,902 euro al litro, il gasolio 2,093 euro.

Sul mercato dei prodotti raffinati nel Mediterraneo, la chiusura di ieri ha evidenziato un ulteriore apprezzamento sia della benzina, salita a 621 euro per mille litri (+32 euro), che del diesel, passato a 820 euro per mille litri (+52 euro). Considerando le accise, i valori finali risultano di 1.294,19 euro per mille litri di benzina e 1.492,47 euro per mille litri di gasolio. L'escalation dei prezzi ai distributori italiani rimane strettamente connessa alle dinamiche globali dei mercati petroliferi e alle incertezze geopolitiche che continuano a caratterizzare lo scenario internazionale.