I listini azionari europei vivono una seduta all'insegna dell'incertezza, con gli operatori che mantengono una posizione attendista in relazione agli ulteriori sviluppi della crisi iraniana e alle possibili ripercussioni sul comparto energetico internazionale. L'atmosfera rimane prudente, con acquisizioni di posizioni difensive mentre il mercato teme escalation geopolitiche che potrebbero alterare gli equilibri energetici globali.

Tra i mercati del Vecchio continente, Madrid subisce il colpo più duro, scendendo dello 0,9%. Londra e Parigi arretrano entrambe di quattro decimi percentuali, mentre Amsterdam cede lo 0,3%. Francoforte e Milano, invece, limitano i danni con perdite marginali rispettivamente dello 0,1%, mostrando una certa resilienza rispetto ai vicini europei. Il panorama rimane comunque negativo, ma lontano da crolli significativi.

Sul fronte energetico, il greggio accelera in rialzo con un guadagno del 5%, tuttavia rimane sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, mentre il gas naturale registra un incremento del 3%, riflettendo le preoccupazioni per eventuali interruzioni nelle forniture. Questi movimenti giustificano la cautela di mercato, sebbene per ora i rialzi si mantengono contenuti.

A Milano spiccano alcuni titoli capaci di nuotare controcorrente. Leonardo brilla in modo particolare, guadagnando il 9% grazie alla pubblicazione dei risultati annuali e all'annuncio di una cedola 2025 interessante. Bene anche Salvatore Ferragamo, che guadagna il 7% attestandosi a 6,5 euro sulle spalle di dati positivi dell'esercizio precedente. Fincantieri avanza del 3%, mentre Generali segna un modesto rialzo dell'1%. Delusione invece per Montepaschi e Mediobanca, che arretrano rispettivamente dell'1,8% e dell'1,4%. Webuild crolla del 8% a 2,72 euro dopo la presentazione dei conti e la chiusura del piano industriale 2025, risultati che pur superando i target non convincono il mercato.

Lo scenario geopolitico rimane il principale elemento di volatilità, con gli investitori pronti a ricalibrare le posizioni in base agli sviluppi delle prossime ore. Nel frattempo, le aziende italiane continueranno a monitorare l'impatto di eventuali tensioni geopolitiche su costi energetici e dinamiche commerciali internazionali.