Una nuova speranza per il futuro dell'ex Ilva arriva da Oriente. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha reso noto durante l'informativa al Senato che il gruppo Jindal, tra i principali operatori siderurgici mondiali, ha presentato ieri sera una manifestazione di interesse per l'acquisizione dell'intero complesso di Taranto. La mossa rappresenta un'accelerazione significativa nella ricerca di un nuovo proprietario capace di garantire sia la continuità produttiva che la transizione ambientale dell'acciaieria pugliese.
Secondo quanto riferito da Urso, la proposta di Jindal viene accompagnata da un piano industriale che punta esplicitamente sulla piena decarbonizzazione dell'impianto, affrontando così uno dei nodi centrali della vertenza. I commissari straordinari ora dovranno valutare questa candidatura insieme a quella già presentata da Flacks, creando così una competizione che il governo considera positiva per il conseguimento degli obiettivi strategici.
Il ministro ha ribadito che l'esecutivo userà ogni strumento a disposizione, incluso il diritto di Golden Power, per garantire che il processo di trasferimento avvenga nel rispetto dei criteri industriali e ambientali stabiliti. Questa precauzione mira a proteggere gli interessi nazionali durante la cessione di un'infrastruttura critica per l'economia italiana.
Urso ha inoltre tracciato una scadenza precisa: entro fine aprile, secondo i piani di manutenzione e riqualificazione a ciclo corto, lo stabilimento dovrà essere in grado di produrre 4 milioni di tonnellate di acciaio annue, una soglia considerata essenziale per mantenere la competitività globale e avviare concretamente il percorso di decarbonizzazione. L'ingresso di Jindal nella competizione, ha concluso il ministro, inaugura una nuova fase dei negoziati con la prospettiva di chiudere la questione con una soluzione solida nei prossimi due mesi.