In Italia la violenza di genere rimane una piaga sociale ancora troppo diffusa. Secondo l'Istat, circa 6 milioni e 400 mila donne tra i 16 e i 75 anni – quasi il 32% della popolazione femminile – hanno subito almeno un episodio di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Il numero antiviolenza nazionale 1522, attivo ininterrottamente ogni giorno, continua a ricevere migliaia di chiamate l'anno, con un carico di richieste rimasto sostanzialmente alto anche nel 2025. Dietro questi numeri si nasconde una realtà complessa: le vittime che cercano di fuggire dalla violenza si trovano spesso intrappolate anche da vincoli economici insormontabili.

L'autonomia finanziaria emerge come uno dei fattori più determinanti per consentire alle donne di abbandonare situazioni abusive. I dati raccolti dai Centri antiviolenza coordinati da D.i.Re – l'associazione Donne in Rete contro la violenza – mostrano che la maggior parte delle donne che intraprende un percorso di fuoriuscita dalla violenza non possiede un'occupazione solida né risorse economiche sufficienti per mantenersi. Questa mancanza di indipendenza finanziaria crea una dipendenza che rende ancora più difficile allontanarsi dal partner aggressore e ricominciare da zero.

Proprio per affrontare questa criticità, nel 2022 è nato Women for Women, un fondo filantropico innovativo pensato per sostenere percorsi di autonomia e inclusione sociale. L'iniziativa, basata sul modello del Fondo Filantropico Italiano, mira a fornire tutela e supporto concreto alle donne vittime di violenza fisica, psicologica ed economica, agevolandone l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro e nella comunità. I risultati sono incoraggianti: il fondo ha già raggiunto oltre 500 donne.

Dietro il progetto ci sono sette fondatrici – Simonetta Candela, Monica Colombera, Anna Doro, Erika Mandraffino, Alessia Manghetti, Simonetta Schillaci e Alessandra Tittarelli – unite da una visione comune. Ad esse si è aggiunta successivamente Arianna Cardella, che ha deciso di aderire in memoria della madre Patrizia Rizzo. Oggi il fondo conta il sostegno di 16 donatrici che credono nel cambiamento. La struttura operativa adottata – quella della fondazione del terzo settore sotto l'ombrello del Fondo Filantropico Italiano – ha dimostrato di essere più snella e agile rispetto ai modelli tradizionali, permettendo di raccogliere risorse significative e di trasformarle rapidamente in interventi concreti sul territorio.

La filantropia privata sta diventando sempre più cruciale nel colmare i vuoti lasciati dalle politiche pubbliche. In un contesto dove le risorse pubbliche dedicate ai servizi antiviolenza rimangono insufficienti, iniziative come Women for Women rappresentano un contributo fondamentale per rompere il ciclo della violenza e offrire alle donne una reale possibilità di rinascita. Con oltre 500 donne già supportate, il fondo dimostra che un approccio focalizzato sull'empowerment economico può fare la differenza concreta nelle vite di chi ha subito abusi.