I consigli di amministrazione di Camfin e delle società collegate hanno approvato una serie di delibere che consolidano ulteriormente il controllo azionario sulla casa di Torino. La mossa principale riguarda lo spostamento di cinque anni della data entro cui gli azionisti potranno richiedere lo scioglimento delle holding: il termine passa dal 30 giugno 2030 al 30 giugno 2035. Una scelta che segnala chiaramente l'intenzione di mantenere il ruolo di proprietari stabili per un orizzonte temporale ancora più ampio.

Parallela a questa decisione, i cda hanno deliberato anche l'estensione del patto di lock-up tra i soci, il vincolo che impedisce la cessione delle quote. Il periodo di blocco viene prolungato di due anni, dall'attuale scadenza dell'8 gennaio 2029 fino al 23 marzo 2031. Camfin, la holding che fa capo a Tronchetti Provera e che raccoglie partecipazioni da Intesa Sanpaolo, Unicredit, Longmarch, oltre alle famiglie Rovati, Pirelli e Moratti, mantiene inoltre la prelazione sulle eventuali quote cedute dagli altri soci.

Secondo quanto comunicato dalle società attraverso una nota ufficiale, questi provvedimenti rappresentano un chiaro segnale della determinazione dimostrata da Mtp e da tutti i partner di Camfin nel garantire continuità gestionale e strategica a Pirelli. La dichiarazione sottolinea fiducia e impegno nel supportare i progetti industriali del gruppo, confermando un percorso di stabilità proprietaria nel medio-lungo periodo.

Le delibere si inseriscono inoltre in una strategia più ampia: Mtp Spa e Camfin hanno infatti dichiarato l'intenzione di incrementare la partecipazione in Pirelli fino al massimo del 29,9%, soglia oltre la quale scatterebbe l'obbligo di opa. Gli acquisti effettuati nei giorni scorsi si muovono precisamente in questa direzione, consolidando la posizione del nucleo duro di controllo senza però varcare il limite normativo che porterebbe all'offerta pubblica obbligatoria.