Colpo di scena nella maratona per l'acquisizione dell'ex Ilva: il gruppo Jindal, uno dei principali operatori dell'acciaio a livello mondiale, rientra ufficialmente in gioco presentando la sua candidatura per rilevare l'intero complesso siderurgico di Taranto. L'annuncio è arrivato direttamente dal ministro delle Imprese Adolfo Urso durante un intervento in Senato, dove ha illustrato gli ultimi sviluppi della delicata situazione dello stabilimento pugliese.
Secondo Urso, il gruppo indiano ha depositato ieri sera una manifestazione d'interesse corredata da un piano industriale che include il pieno processo di decarbonizzazione dell'impianto. Si tratta di un ritorno significativo per Jindal, che aveva già partecipato alla partita lo scorso anno senza però portare a termine l'operazione al momento della fase decisiva dell'asta, per poi emergere come possibile partner della cordata Flacks.
La mossa riapre lo scenario competitivo intorno alla storica acciaieria. I commissari incaricati della gestione della procedura procederanno ora all'analisi parallela di entrambe le proposte, valutando aspetti quali la fattibilità tecnica e la coerenza con gli interessi nazionali. Urso ha ribadito che il processo di selezione, diversamente da quanto accadde in passato con Arcelor Mittal, è stato strutturato per favorire una vera competizione tra i candidati, che potrebbe anche generare miglioramenti incrementali delle offerte.
Il governo ha inoltre confermato che farà pieno ricorso ai poteri di golden power per tutelare ogni aspetto della transizione industriale e della bonifica ambientale dello stabilimento. La decisione finale dei commissari avrà dunque il compito di individuare quale tra le proposte garantisca meglio la sostenibilità economica, la continuità occupazionale e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione della struttura tarantina.