Il mercato del lavoro italiano mostra segnali di contrazione secondo l'ultimo rapporto di Unioncamere. Nel mese di marzo, le imprese prevedono di avviare 479mila nuovi contratti, registrando un decremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La contrazione persiste anche guardando il trimestre marzo-maggio, durante il quale dovrebbero essere attivate oltre 1,5 milioni di posizioni, con una flessione tendenziale dell'1,6%. I dati emergono dal bollettino Excelsior, lo strumento di monitoraggio delle previsioni occupazionali delle camere di commercio.
La flessione tocca indistintamente quasi tutti i settori economici, anche se con qualche eccezione positiva. I comparti dell'alloggio, della ristorazione e del turismo registrano invece una crescita, segnando un incremento del 3,5% nel mese e del 3,2% nel trimestre. Analogamente, i servizi dedicati alle persone mostrano trend positivi, con aumenti rispettivamente dell'1,7% e dell'1,1%. Questi due settori rappresentano così gli unici baluardi di espansione occupazionale nel periodo considerato.
A complicare il quadro è una vera e propria difficoltà di reperimento del personale. Secondo le rilevazioni di Unioncamere, il 45,3% delle posizioni aperte presenta ostacoli significativi nel trovare candidati idonei. Le imprese attribuiscono il problema principalmente alla scarsità di candidati disponibili sul mercato, situazione indicata dal 27,5% delle aziende intervistate. La mancanza di competenze tecniche adeguate, segnalata dal 14,0% dei datori di lavoro, rappresenta la seconda causa di difficoltà.
Le criticità risultano particolarmente acute in specifici settori manifatturieri. Nel comparto delle costruzioni, il 62,7% dei profili ricercati si rivela di arduo reperimento. Situazioni altrettanto critiche si osservano nella metallurgia, dove la percentuale raggiunge il 61,0%, e nel settore legno-arredo, con il 57,2% di figure difficili da trovare. Questi dati rivelano un disallineamento strutturale tra le competenze disponibili e quelle richieste dal mercato nei settori produttivi tradizionali del Paese.