Le borse energetiche americane registrano una giornata di forte movimento al rialzo, con i barili di petrolio che segnano incrementi a doppia cifra in apertura di contrattazioni. Gli analisti attribuiscono l'impennata alle crescenti tensioni che caratterizzano la situazione geopolitica in Medio Oriente, regione cruciale per l'approvvigionamento mondiale di greggio.
Il WTI, il riferimento per il petrolio americano, ha toccato quota 92,91 dollari al barile in avvio di seduta, con un guadagno superiore al 6 per cento rispetto alle quotazioni precedenti. Ancora più marcato il movimento del Brent, la varietà di greggio estratta nel Mare del Nord e parametro di riferimento per i prezzi europei, che ha guadagnato il 6,62 per cento attestandosi a 98,07 dollari per barile, ormai a un passo dalla soglia psicologica dei 100 dollari.
Quest'ultima cifra rappresenta un livello di prezzo particolarmente sensibile per i mercati: il superamento della parità a tre cifre potrebbe innescare ulteriori pressioni rialziste nei giorni successivi e riflettersi sui costi energetici per famiglie e imprese in tutto il continente europeo. I listini energetici rimangono dunque sotto stretto monitoraggio, in attesa di sviluppi sulla situazione internazionale che potrebbero condizionare ulteriormente le quotazioni nei prossimi giorni di contrattazione.