JP Morgan ha deciso di irrigidire sensibilmente i criteri di valutazione per i prestiti destinati al segmento del private credit, particolarmente quelli rivolti alle aziende di software. La decisione, annunciata dal ceo Jamie Dimon durante una conferenza dedicata alla finanza strutturata, riflette una crescente preoccupazione sulla solidità del comparto. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l'istituto bancario ha già proceduto a una rivalutazione al ribasso di alcuni finanziamenti nel suo portafoglio riferibili a gestori di credito privato.
Lo scenario che emerge è quello di un settore in sofferenza. Il private credit, che gestisce masse patrimoniali superiori ai duemila miliardi di dollari a livello globale, comprende i finanziamenti erogati da intermediari non bancari a prenditori ad alto rischio o a società coinvolte in acquisizioni di rilievo. Sin qui, questo comparto aveva rappresentato una delle aree in più rapida espansione nel mondo della finanza alternativa, proprio grazie alla capacità di finanziare soggetti troppo rischiosi per il circuito bancario tradizionale.
Tutto è cambiato con l'accelerazione delle richieste di rimborso pervenute dagli investitori. A partire da questo anno, il settore ha subito una crescente pressione legata ai timori di insolvenze fra le società tecnologiche, specialmente quelle vulnerabili all'impatto dirompente dell'intelligenza artificiale. Negli ultimi giorni, anche giganti come BlackRock e Blackstone hanno confermato questa tendenza, dichiarando di aver dovuto contenere i prelievi dai loro principali fondi obbligazionari e di credito privato a fronte di una domanda di liquidità superiore al previsto.
Il campanello d'allarme era già suonato circa tre settimane fa quando Blue Owl, primario operatore nel private market che finanzia soprattutto startup e aziende tecnologiche ad alto potenziale di crescita, ha dovuto sospendere temporaneamente i riscatti su alcuni fondi sotto gestione. Questi segnali convergenti suggeriscono che il mercato del credito privato sta affrontando una fase di significativo riallineamento, dove la ricerca della redditività deve fare i conti con il rischio di una revisione verso il basso della qualità creditizia nel comparto tecnologico.