L'Italia potrebbe alleggerire il peso della crisi energetica investendo sull'efficientamento del patrimonio immobiliare. È quanto emerge da uno studio della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che quantifica in 6,2 miliardi di euro annui il beneficio complessivo derivante da una riduzione strutturale dei consumi energetici negli edifici del 10%. Una cifra che combina sia i risparmi diretti sulle bollette che i vantaggi collaterali per la salute pubblica.

Il settore civile rappresenta una fetta considerevole del bilancio energetico nazionale: assorbe il 42% dei consumi complessivi del Paese. Proprio per questo motivo, intervenire su questo comparto comporterebbe un risparmio potenziale di circa 47 miliardi di chilowattora ogni anno. Un risultato che acquista ancora più valore considerando l'attuale scenario internazionale, caratterizzato da fluttuazioni importanti nei prezzi di gas, petrolio ed energia elettrica, alimentate dalle tensioni geopolitiche globali.

La buona notizia è che le tecnologie necessarie per raggiungere questi obiettivi esistono già. Sistemi intelligenti di gestione energetica basati su sensori e piattaforme IoT, termostati evoluti, sistemi di automazione degli edifici e schermature solari sofisticate possono abbattere i consumi medi del 10%, anche grazie all'ottimizzazione dell'illuminazione naturale combinata con regolazioni automatiche. Questi interventi porterebbero ricadute positive anche dal punto di vista sanitario, generando benefici economici stimati in 1,2 miliardi di euro annui.

Secondo Alessandro Miani, presidente della Sima, l'efficienza energetica non deve essere considerata esclusivamente come una misura ambientale. "Ridurre i consumi significa ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, contenere l'impatto economico delle crisi geopolitiche e allo stesso tempo migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. L'efficienza energetica rappresenta una politica di salute pubblica, di competitività economica e di resilienza nazionale", ha dichiarato.

Il dato emerge in un contesto dove l'Italia continua a penalizzarsi per la obsolescenza e l'inefficienza energetica di buona parte del suo parco immobiliare. Una situazione che incide significativamente sui bilanci di famiglie e imprese, specialmente in periodi di elevata volatilità dei prezzi dell'energia. L'adozione diffusa di soluzioni tecnologiche già disponibili sul mercato potrebbe rappresentare dunque una strategia chiave per blindare la sicurezza energetica del Paese e proteggere i cittadini dalle oscillazioni dei mercati internazionali.