Continua a sorridere il mercato del credito italiano. Secondo il rapporto mensile dell'Associazione bancaria italiana, a febbraio 2026 l'ammontare complessivo dei prestiti distribuiti da banche a imprese e famiglie ha raggiunto una crescita del 2,1% su base annua. Un incremento che consolida il trend positivo avviato lo scorso marzo, segnalando una ripresa graduale della propensione al finanziamento nel nostro Paese.

I numeri confermano una dinamica differenziata tra i due principali segmenti della domanda di credito. Per le famiglie si tratta del quattordicesimo mese consecutivo di incrementi, un segnale che gli italiani continuano a investire in consumi e acquisti immobiliari nonostante l'incertezza economica. Nel segmento imprese, invece, i finanziamenti hanno registrato l'ottavo mese consecutivo di crescita, con una lieve contrazione rispetto a gennaio (quando era stato dell'1,7%) ma comunque orientato in direzione positiva. Le famiglie in particolare hanno visto crescere i loro finanziamenti del 2,5% a gennaio, stabilizzandosi intorno a livelli che riflettono una fiducia relativa nella situazione economica.

Particolarmente incoraggianti sono i segnali provenienti dai tassi di interesse praticati dalle banche. Il costo medio dei finanziamenti alle imprese è sceso al 3,45% nelle nuove operazioni, con una diminuzione rispetto al 3,53% di gennaio e un confronto favorevole con il 5,45% di dicembre 2023. Anche il costo medio dei mutui per l'acquisto di abitazioni ha toccato il 3,42%, in calo dal 3,45% del mese precedente e significativamente più basso rispetto ai 4,42% di fine 2023. Il tasso medio complessivo sui prestiti già sottoscritti negli anni scorsi rimane stabile al 3,99%.

Sul fronte della qualità creditizia, i dati confermano il miglioramento strutturale del sistema bancario italiano. I crediti deteriorati netti, che includono sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute, si attestavano a gennaio a 27,1 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 30 miliardi di settembre e ai 31,3 di dicembre 2024. Il confronto storico è ancora più significativo: rispetto al picco di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015, il calo complessivo supera i 169 miliardi. Questo deterioramento rappresenta oggi l'1,28% del totale dei crediti, un rapporto che migliora rispetto all'1,43% di settembre e all'1,51% di fine 2024, distante anni luce dal drammatico 9,8% di dicembre 2015.

Gli indicatori suggeriscono un sistema bancario italiano sempre più solido e propenso a finanziare l'economia reale, con tassi in discesa e una riduzione significativa dell'esposizione a crediti problematici. Una combinazione che, almeno secondo i dati Abi, potrebbe continuare a fornire linfa vitale a imprese e famiglie nei prossimi mesi.