Geely Auto ha raggiunto un importante milestone nel panorama della sostenibilità globale, entrando ufficialmente nello 'S&P Global Sustainability Yearbook' e acquisendo lo status di 'industry mover', cioè un'azienda che funge da motore di innovazione sostenibile per il settore. Si tratta della prima volta che il gigante automobilistico cinese ottiene questo riconoscimento, dopo tre tentativi consecutivi falliti tra il 2023 e il 2025.

L'ammissione arriva a valle di una valutazione accurata di oltre 9.200 società a livello mondiale, dalle quali sono state escluse 848 realtà operanti in 59 differenti settori industriali. Nel comparto specifico dell'automotive, S&P Global ha sottoposto a verifica 78 costruttori globali, permettendo l'ingresso di otto soli player nell'albo d'onore: accanto a Geely figurano i competitor indiani Mahindra & Mahindra, Hero Motor e Tata, la supercar italiana Ferrari, il costruttore turco Ford Otomotiv, e i due brand coreani Kia e Hyundai. La designazione di Geely rappresenta un cambio di passo significativo, essendo la prima casa automobilistica cinese ad accedere a questa lista di eccellenza.

Il riconoscimento è particolarmente significativo considerando il portafoglio globale che Geely controlla e gestisce. Il gruppo cinese è proprietario o cofondatore di numerosi marchi di prestigio: Volvo Cars, il brand premium Polestar, la storica casa britannica Lotus Cars, il brand lifestyle Lynk & Co, il costruttore di veicoli elettrici Zeekr, Smart (in partnership con Mercedes-Benz), la malese Proton, la divisione Geometry specializzata in auto green, e la London EV Company, celebre produttrice dei caratteristici taxi neri londinesi.

Questo successo consolida la posizione di Geely come player internazionale serio nella transizione verso modelli di business sostenibili e responsabili. L'ingresso nel Sustainability Yearbook non è meramente simbolico: rappresenta il riconoscimento concreto di strategie ambientali, sociali e di governance (ESG) che il gruppo ha implementato nel corso degli anni, nonostante le iniziali bocciature tra il 2023 e il 2025.