Ancora una volta il ponte dello Stretto di Messina finisce al centro di una controversia procedurale. Dopo quattro versioni diverse e più di trenta giorni di elaborazione, il governo ha licenziato un nuovo decreto-legge pensato per allinearsi alle sentenze della Corte dei Conti, che aveva dichiarato illegittime le precedenti procedure. Tuttavia, secondo il comitato messinese contrario all'opera, il testo non affronta effettivamente i problemi di fondo e rappresenta un ennesimo tentativo di aggirare gli obblighi normativi.
La Corte dei Conti aveva evidenziato violazioni significative delle regole europee su trasparenza e concorrenza. Nel dettaglio: la società Eurolink avrebbe ottenuto modifiche retroattive ai documenti di gara e alle condizioni contrattuali; non sarebbe stato provato che l'aumento dei costi rientrasse nel limite del 50% consentito dalla normativa; l'opera sarebbe stata trasformata da project financing a finanziamento completamente pubblico. In base a questi rilievi, i magistrati contabili hanno concluso che una nuova gara risulta indispensabile.
Altri problemi persisten rimangono irrisolti: mancano pareri tecnici obbligatori, tra cui quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; il piano economico-finanziario necessita di revisione; non sono state esaminate alternative progettuali. Il ministero dell'Economia, tuttavia, ha chiarito che gli adeguamenti dovranno avvenire senza stanziamenti supplementari, utilizzando solo le risorse già disponibili.
Il movimento 'Invece del Ponte' critica duramente il provvedimento, definendolo un debole tentativo di limitare i controlli tecnici pur mantenendo in vita contratti ormai ventennali, già annullati quattordici anni fa. L'organizzazione organizzerà un convegno il 27 marzo presso il Salone delle Bandiere del Municipio di Messina per approfondire la questione e continuare la sua campagna di sensibilizzazione.
La vicenda del ponte messinese rimane thus bloccata tra esigenze normative europee, vincoli finanziari e scontri politici che da anni impediscono il completamento dell'iter progettuale, alimentando il dibattito tra sostenitori e critici dell'infrastruttura.