La Pasqua 2026 si prepara ad essere l'ennesima festa caratterizzata dal caro prezzi. Secondo le stime delle principali associazioni di consumatori, dai dolcetti pasquali ai biglietti aerei, gli italiani dovranno fare i conti con una stangata considerevole proprio nel momento in cui molti scelgono di viaggiare o concedersi piccoli lussi.
A sorpresa di molti, le uova di cioccolato continuano a registrare rincari significativi nonostante il mercato internazionale del cacao abbia subìto una netta correzione al ribasso. Il Codacons rileva aumenti che oscillano tra il 6% e il 10% rispetto allo scorso anno, con prezzi al chilo che per i prodotti di marca industriale possono superare i 77 euro nel 2026, contro i 70 euro precedenti. Un singolo uovo nei supermercati costa tra i 7 e i 22 euro a seconda della marca e delle dimensioni, mentre le creazioni artigianali oscillano tra 30 e 40 euro. Le versioni gourmet raggiungono tranquillamente i 100 euro l'una.
Il paradosso è evidente: il cacao è crollato da un picco di 12mila dollari la tonnellata (fine 2024) agli attuali 3.300 dollari. Tuttavia, le industrie alimentari hanno acquisito le loro scorte ai prezzi astronomici precedenti e devono ancora smaltire le giacenze. Per questo motivo, il ribasso delle materie prime non si è tradotto in sconti per i consumatori. Le colombe vanno leggermente meglio: gli aumenti si fermano al 3%, con prezzi medi industriali tra 5,40 e 15,90 euro, mentre le versioni farcite arrivano fino a 19,90 euro. Nel complesso, il settore delle uova di Pasqua e delle colombe movimenta oltre 600 milioni di euro annui in Italia.
Ben più salate le sorprese sul fronte dei trasporti. Chi intende volare per le vacanze pasquali si ritrova di fronte a tariffe stratosferiche, anche a venti giorni dalla festa. Secondo Assoutenti, un biglietto andata e ritorno da Genova a Catania per le date 3-7 aprile parte da 418 euro. Le tratte verso il Sud costano generalmente tra 290 e 343 euro per gli spostamenti da Milano, mentre da Roma a Reggio Calabria si raggiungono i 324 euro. Anche le città del Nord non sono risparmiante: da Torino, Firenze e Ancona verso Catania servono oltre 320 euro. Nelle rotte più gettonate (Napoli-Olbia, Verona-Catania, Milano-Brindisi, Verona-Palermo, Bologna-Reggio Calabria) i prezzi variano tra 280 e 310 euro.
A complicare ulteriormente il quadro economico è il rischio di nuovi rincari sui carburanti, legato alle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente. Un possibile attacco degli Stati Uniti all'Iran potrebbe far schizzare alle stelle i prezzi del petrolio, con effetti a cascata su trasporti, logistica e costi di distribuzione. Una prospettiva che aggiunge preoccupazione a un bilancio festivo già compromesso dai continui aumenti dei costi della vita.