La Germania traccia una linea netta sulla questione della sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato in un'intervista alla rete televisiva Ard che Berlino non prenderà parte a eventuali operazioni militari internazionali volte a proteggere le navi mercantili che transitano per una delle rotte commerciali più critiche al mondo.
La dichiarazione rappresenta una presa di posizione chiara da parte dell'esecutivo germanico, articolata su più livelli istituzionali. Wadephul ha infatti sottolineato come questa scelta rifletta il pensiero unanime della leadership politica tedesca, condiviso anche dal cancelliere Friedrich Merz e dal ministro della Difesa Boris Pistorius. "Non diventeremo una parte attiva di questo conflitto", ha ribadito il capo della diplomazia berlinese ai microfoni della televisione pubblica.
Al contrario, il governo di Berlino ritiene che la stabilità dello Stretto di Hormuz possa essere conseguita unicamente attraverso canali diplomatici. Secondo Wadephul, infatti, una soluzione duratura e credibile passa necessariamente dal dialogo, compreso un confronto diretto con l'Iran, principale potenza regionale coinvolta nelle tensioni che caratterizzano l'area.
La posizione tedesca si discosta dunque da possibili pressioni internazionali per una mobilitazione militare coordinata, scegliendo invece di mantenere una linea prudente e incentrata sul negoziato. Una scelta che rispecchia la tradizionale cautela della diplomazia tedesca su questioni di intervento militare all'estero, soprattutto in aree di crisi dove una soluzione politica rimane teoricamente possibile.