Un traguardo tecnologico inquietante segna una nuova fase nella guerra russo-ucraina. La società di robotica americana Foundation ha confermato di aver inviato due esemplari del suo robot umanoide Phantom Mk-I sui campi di battaglia ucraini nel mese di febbraio, con il compito di condurre operazioni di sorveglianza nelle zone più calde del conflitto. Si tratterebbe del primo vero dispiegamento operativo di una macchina a forma umana equipaggiata con armamenti in una zona di combattimento attivo.

Mike LeBlanc, co-fondatore dell'azienda nonché veterano militare, ha spiegato in un'intervista al Time la logica dietro questa scelta: l'intento sarebbe quello di preservare le vite umane mandando al loro posto delle macchine nei contesti più pericolosi. Ancor più significativamente, LeBlanc ha ammesso apertamente che l'obiettivo ultimo è sviluppare il Phantom fino a renderlo capace di utilizzare qualsiasi arma destinata agli esseri umani, paragonando candidamente il progetto ai celebri Terminator della fantascienza. Durante una visita alla sede di Foundation a San Francisco, osservatori del Time hanno verificato che il modello Mk-I è già in grado di brandire pistole, revolver, fucili a pompa e persino fucili d'assalto simulati.

Il contesto geopolitico rende questo sviluppo meno sorprendente di quanto potrebbe apparire a primo acchito. L'Ucraina ha ormai integrato i sistemi robotici in modo massiccia nella sua strategia bellica. Secondo i dati dell'agenzia di stampa nazionale United24, solo nel gennaio 2026 le forze ucraine hanno lanciato quasi 7.500 operazioni con droni terrestri e macchine controllate. Mentre la maggior parte di queste missioni riguarda la logistica – trasporto di munizioni, viveri e armi verso le linee – un numero crescente di unità risulta equipaggiato con mitragliatrici Kalashnikov ed esplosivi. Un video che ha fatto il giro dei social media nelle prime settimane dell'anno mostrava soldati russi che si arrendevano di fronte a un robot armato ucraino della serie Droid TW-7.62, con risultato della missione: tre prigionieri catturati senza perdite ucraine.

Neanche la Russia rimane indietro nel campo della robotica militare, sviluppando le proprie soluzioni automatizzate per diverse operazioni tattiche. Il quadro complessivo dipinge una guerra in trasformazione, dove i sistemi artificiali assumono un ruolo sempre più protagonista accanto – e talvolta al posto di – i combattenti tradizionali. Gli esperti sollevano tuttavia questioni etiche significative: il primo utilizzo di robot umanoidi armati in combattimento reale apre scenari che fino a pochi mesi fa sembravano relegati al dominio della fantascienza, portando a riflettere sulle conseguenze di questa escalation tecnologica militare.