Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato oggi un nuovo pacchetto di misure restrittive colpendo quattro individui identificati come responsabili di attività ibride della Russia. Le sanzioni mirano specificamente a chi si rende protagonista di campagne di manipolazione e interferenza nei sistemi informativi europei, con l'obiettivo dichiarato di seminare disinformazione e destabilizzazione nei confronti dell'Ue, dei suoi Stati membri e dei partner internazionali.
Tra i soggetti colpiti figura Sergey Klyuchenkov, identificato come uno dei principali propagandisti del Cremlino. Secondo quanto comunicato dalle istituzioni europee, Klyuchenkov ha giocato un ruolo centrale nella diffusione sistematica di contenuti propagandistici e falsi narrativi costruiti per legittimare l'invasione russa dell'Ucraina presso le opinioni pubbliche internazionali.
Accanto a lui rientra nella lista anche Ernest Mackevičius, conduttore televisivo di origini lituane che lavora per la televisione di Stato russa. In qualità di volto del principale telegiornale serale russo, Mackevičius avrebbe sistematicamente veicolato versioni distorte degli eventi bellici, diffondendo narrazioni false sul conflitto ucraino e sulle forze armate di Kiev.
Completa il quadro Graham Phillips, blogger britannico, e Adrien Bocquet, personalità mediatica francese, entrambi accusati di aver fornito il proprio operato e la propria credibilità internazionale al servizio della macchina propagandistica russa. Anche per loro scattano le misure restrittive decise da Bruxelles.
Queste sanzioni si inscrivono nella più ampia strategia europea di contrasto alle operazioni ibride condotte da Mosca, che includono campagne coordinate di disinformazione progettate per influenzare gli atteggiamenti politici e sociali all'interno dei Paesi Ue. Il provvedimento rappresenta un tentativo concreto di stroncare le operazioni di guerra cognitiva che accompagnano la dimensione militare del conflitto ucraino.