La 98ª cerimonia degli Oscar ha regalato all'Italia un momento di gloria: Valentina Merli, unica candidata italiana in competizione, ha conquistato la statuetta per il Miglior cortometraggio live action. Il premio, condiviso ex aequo con 'The Singers', arriva per 'Two People Exchanging Saliva', un progetto che racchiude una visione cinematografica audace e profondamente simbolica. Una vittoria che testimonia il peso crescente della produzione italiana nel panorama del cinema d'autore internazionale.
Il percorso di Merli affonda le radici a Bologna, dove è nata nel 1973. Laureatasi in Giurisprudenza con specializzazione in diritto privato comparato, la sua formazione accademica rispecchia un approccio metodico e consapevole che caratterizzerà in seguito il suo lavoro nel cinema. Gli anni giovanili sono scanditi dalle proiezioni presso il Cinema Lumière, spazio che diventa catalizzatore della sua passione per la settima arte. L'opportunità decisiva arriva quando collabora con Eurimages, il fondo del Consiglio d'Europa destinato al finanziamento delle coproduzioni cinematografiche. Dopo esperienze sui set romani, nel 1999 decide di trasferirsi a Parigi per dare respiro internazionale alle sue ambizioni.
Fondamentale nella sua carriera è la collaborazione con la produttrice Violeta Kreimer, con cui dà vita a Misia Films, società specializzata nella realizzazione di cortometraggi e cinema autoriale a livello globale. Sotto questo marchio vengono realizzati progetti di rilievo mondiale: tra questi figura 'Lacci' di Daniele Luchetti, che ha inaugurato la Mostra del Cinema di Venezia nel 2020, e 'Combat d'amour en songe', capolavoro del regista cileno Raúl Ruiz. Un curriculum che posiziona Merli tra i referenti europei della produzione contemporanea.
Il cortometraggio vincente rappresenta una dichiarazione artistica potente. 'Two People Exchanging Saliva', opera dei registi Natalie Musteata e Alexandre Singh, si sviluppa in 35 minuti di cinematografia in bianco e nero. Il racconto costruisce un universo distopico dove l'intimità fisica diventa illegale e rivoluzionaria insieme: un bacio semplice e umano si trasforma in gesto di resistenza che viola leggi non scritte e comporta pericoli estremi. La storia si dipana all'interno di un grande magazzino, spazio che diventa metafora di sorveglianza e conformismo. Protagonista femminile è Zar Amir Ebrahimi, attrice iraniana naturalizzata francese, già celebrata per interpretazioni memorabili in 'Holy Spider' e 'Tatami'. Il film, attraverso una tensione narrativa sospesa tra fragilità e fierezza, ha permesso al cinema italiano di occupare il palco più prestigioso della cinematografia mondiale durante una notte che resterà memorabile.