Nicola Zingaretti accende i riflettori sulla questione cruciale della sovranità digitale europea. Durante un evento organizzato a Bruxelles dedicato a questo tema, il capo delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo ha lanciato un appello: l'Unione non può limitarsi a legiferare sul digitale, deve imparare a governarlo attivamente. Il nodo centrale della sua analisi riguarda il flusso di ricchezza: gli europei generano quotidianamente una quantità straordinaria di dati, ma i benefici economici derivanti da questa miniera d'oro informativa finiscono sistematicamente nelle mani di attori extra-europei.

Secondo Zingaretti, il momento è propizio per un cambio di rotta. L'Unione Europea sta finalmente muovendo passi concreti e ha convocato a Bruxelles i principali stakeholder del settore delle telecomunicazioni per delineare una strategia italiana e europea che rompa con il passato. Il parlamentare ha sottolineato come serve un'azione articolata su più fronti: investimenti significativi, coordinamento attraverso politiche comuni e la creazione di campioni industriali europei in grado di stare al passo con la competizione mondiale.

Il tema dell'intelligenza artificiale riveste un'importanza particolare nel discorso di Zingaretti. Ha evidenziato come il Digital Network Act e le normative sull'IA rappresentino strumenti essenziali, ma ha avvertito che la sola regolamentazione non basta. L'Europa, ha sostenuto, deve conquistare una vera autonomia strategica nel digitale, altrimenti resterà subordinata alle potenze tecnologiche globali. Senza questa trasformazione, l'Ue rischia di restare confinata al ruolo di regolatore passivo mentre altri dominano le tecnologie più disruptive del nostro tempo.