La Commissione europea chiede all'Ucraina di comunicare entro quando potrà riprendere il funzionamento dell'oleodotto Druzhba, infrastruttura critica colpita dal conflitto. L'appello arriva da Dan Jorgensen, commissario Ue per l'energia, al termine della riunione del Consiglio Energia di Bruxelles. "Abbiamo trasmesso un messaggio ben preciso a Kiev: desideriamo conoscere una scadenza realistica per il ritorno in esercizio del Druzhba", ha spiegato il funzionario durante la conferenza stampa.

Jorgensen ha però voluto sottolineare una questione fondamentale: la responsabilità dei danni infrastrutturali ricade esclusivamente su Mosca. "Se oggi l'oleodotto è fuori servizio, è perché la Russia lo ha deliberatamente distrutto. Non possiamo dimenticarlo", ha affermato il commissario, riprendendo la narrazione ufficiale dell'esecutivo comunitario. Secondo Bruxelles, inoltre, non esistono rischi concreti per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici europei, grazie alle fonti alternative già attive e alla disponibilità dei Paesi limitrofi a supportare i colleghi europei.

Parallela alla questione ucraina, l'Ue sta per presentare una proposta radicale destinata a cambiare completamente lo scenario geopolitico energetico: lo stop integrale alle importazioni di petrolio russo. Questa mossa eliminerebbe definitivamente le eccezioni concesse finora ad alcuni Stati membri, in particolare all'Ungheria e alla Slovacchia, che attualmente beneficiano di deroghe al pacchetto sanzionatorio. "Ogni Paese deve prepararsi a questa eventualità", ha avvertito Jorgensen, rimarcando la posizione ferma di Bruxelles: "Il nostro obiettivo è chiaro e irreversibile: non vogliamo continuare ad acquistare energia dalla Russia nel prossimo futuro".