L'Unione europea apre ufficialmente alle strategie nucleari nazionali. La vicepresidente della Commissione Teresa Ribera ha confermato nel corso di un'audizione presso la commissione Ambiente del Parlamento europeo che ogni Stato membro ha piena libertà di orientare i propri investimenti energetici verso il nucleare, compresi i moderni piccoli reattori modulari e la realizzazione di nuovi impianti.
Una dichiarazione che rappresenta un cambio di rotta significativo nell'approccio dell'esecutivo comunitario, riconoscendo l'importanza strategica dell'atomo nella transizione energetica europea. Ribiera ha sottolineato come molti governi europei stiano effettivamente valutando questa strada per ampliare la propria indipendenza energetica e raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica.
Ma la libertà decisionale non significa assenza di regole. Bruxelles ha garantito che sarà elaborato un quadro normativo rigoroso per garantire la sicurezza di tutti gli interventi nucleari nel continente. Allo stesso tempo, l'Ue intende vigilare attentamente sui finanziamenti pubblici, assicurando che non comportino sussidi eccessivi né violino i principi di trasparenza e corretta gestione dei fondi statali.
La posizione della Commissione riflette un equilibrio delicato: da un lato il riconoscimento della sovranità energetica dei singoli Stati, dall'altro il controllo comunitario per evitare distorsioni di mercato e garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate correttamente. Un messaggio che soddisfa sia i Paesi pro-nucleare, come Francia e alcuni member dell'Est Europa, sia coloro che mantengono posizioni più caute sull'argomento.