I mercati europei proseguono su un sentiero cauto in questa seduta caratterizzata dall'incertezza geopolitica. Le Borse del Vecchio continente mostrano segnali di ripresa contenuta, trainata soprattutto dalle piazze di Londra e Amsterdam, che hanno registrato guadagni dello 0,6%. Francoforte segue con un incremento dello 0,5%, mentre Parigi e Madrid avanzano rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2%. Milano rimane la più conservatrice tra i principali mercati continentali, chiudendo con un esiguo progresso dello 0,07% a quota 44.347 punti sull'indice Ftse Mib.
A frenare gli entusiasmi degli operatori resta soprattutto l'attesa di conoscere gli sviluppi successivi al recente attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Le rassicurazioni fornite dal segretario al Tesoro americano Bessent, che ha annunciato l'intenzione di Washington di consentire il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz alle petroliere iraniane, non hanno sortito particolare effetto sull'umore degli investitori. Neppure i dati macroeconomici diffusi dagli Stati Uniti hanno movimentato più di tanto le contrattazioni.
Sul fronte valutario, l'euro mostra buona salute con una quotazione in rialzo fino a 1,15 dollari, mentre il Bitcoin mantiene stabilità intorno ai 73mila dollari. Attenzione rivolta anche al differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi, lo spread tra Btp e Bund decennali: ha chiuso la giornata a 77,5 punti base, segnando un importante calo rispetto agli 81 dell'apertura. Gli occhi rimangono comunque puntati sulla settimana in corso, con le principali banche centrali - tra cui la Federal Reserve e la Bce - attese a fornire indicazioni cruciali sulle strategie monetarie future.
Nel comparto delle materie prime spicca il gas naturale, che ha registrato un modesto rialzo sul mercato di Amsterdam, baricentro di riferimento per il continente: il contratto futures sul metano con consegna prevista ad aprile ha concluso con un incremento dell'1,5%, attestandosi a 50,8 euro al Megawattora. Tutt'altro andamento per il petrolio, rimasto debole e faticoso nel tentativo di mantenere la soglia psicologica dei 95 dollari al barile.
In Piazza Affari brillano alcuni titoli blue chip: Stm guida il rialzo con un apprezzamento del 2,6%, mentre Cucinelli avanza del 2,4% e Tim sale dell'1,6%. Unicredit segna un progresso dello 0,5% sulla scia dell'annuncio di un'offerta pubblica di scambio su Commerzbank, mossa strategica per superare la soglia del 30% della banca tedesca, che esulta con un balzo dell'8% a 32 euro. Nel versante opposto, Nexi arretra del 6%, mentre Amplifon subisce una batosta significativa, perdendo il 14% a causa dell'acquisizione di Gn Hearing per 2,3 miliardi di euro, operazione che ha generato dubbi tra gli analisti circa le prospettive della società.