L'Autorità garante della concorrenza ha autorizzato l'acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude, la società energetica controllata da Eni, ma con una serie di obblighi pensati per proteggere il mercato italiano da possibili comportamenti anticoncorrenziali. La decisione, resa pubblica nel bollettino settimanale dell'Antitrust presieduta da Roberto Rustichelli, rappresenta un compromesso che permette il consolidamento industriale pur imponendo stringenti salvaguardie ai consumatori.

Tra i vincoli più significativi figura il divieto assoluto per Plenitude di acquisire Servizio Elettrico Roma Spa, come precedentemente concordato nell'accordo modificativo sottoscritto dalle parti lo scorso 19 febbraio. Una scelta deliberata dell'Antitrust per evitare che il gruppo possa concentrare ulteriormente il controllo del mercato energetico nella Capitale e nella provincia laziale, dove Acea vanta una presenza storica e consolidata.

L'Autorità ha inoltre vietato qualsiasi forma di trattamento discriminatorio nei confronti dei clienti domestici e delle piccole utenze del gas nella provincia di Roma, indipendentemente dal fatto che siano nuovi clienti o provenienti dal precedente gestore Acea Energia. Un'indicazione chiara volta a impedire che la fusione possa tradursi in vantaggi competitivi artificiosi per il polo Eni sul territorio romano.

Altri due obblighi completano il pacchetto di condizioni: Plenitude è tenuta a cedere la stazione di ricarica per veicoli elettrici ubicata a Terni, ritenuta potenzialmente fonte di conflitti di interesse, e dovrà sottoporre il rispetto di tutti questi vincoli al monitoraggio di un fiduciario indipendente, appositamente nominato dalla stessa Autorità per verificare l'implementazione delle misure imposte.

La decisione dell'Antitrust rappresenta un equilibrio tra le esigenze di consolidamento del settore energetico italiano e la necessità di preservare la concorrenza, specialmente in una città come Roma dove la transizione energetica e la ridefinizione degli assetti di mercato rimangono questioni di grande rilevanza pubblica.