Il mondo del cinema perde una figura di rilievo con la scomparsa di Matt Clark, avvenuta domenica 15 marzo presso la sua residenza ad Austin, in Texas. L'attore americano, che aveva compiuto 89 anni, è venuto a mancare in seguito a complicazioni derivate da un intervento chirurgico alla colonna vertebrale, secondo quanto comunicato dalla moglie Sharon Mays a Variety.
Clark vanta una carriera cinematografica di straordinaria longevità e qualità, costruita nel corso di decenni di collaborazioni con i maggiori registi hollywoodiani. Se gran parte del pubblico contemporaneo lo ricorda per il ruolo del barista nel terzo capitolo della trilogia fantascientifica "Ritorno al futuro - Parte III" del 1990, la sua filmografia si estende ben oltre questo celebre cameo. L'attore ha infatti incarnato il carceriere Roy Purcell in "Brubaker" di Sydney Pollack, diretto da uno dei suoi partner artistici più frequenti, ed è stato volto ricorrente nella sitcom di ABC "Grace Under Fire".
La vera passione di Clark apparteneva tuttavia al genere western, dove si impose come interprete affidabile e versatile. Ha condiviso il set con Robert Redford in "Jeremiah Johnson" (1972) e nuovamente in "Brubaker" (1980), mentre con Clint Eastwood ha lavorato in "The Beguiled" (1971), "The Outlaw Josey Wales" (1976) e "Honkytonk Man" (1982). Tra le sue altre interpretazioni memorabili figurano "Will Penny" (1967), "Pat Garrett and Billy the Kid" di Sam Peckinpaugh (1973), "The Great Northfield Minnesota Raid" (1972) e "Hearts of the West" (1975). "Li adoravo!", dichiarò Clark riguardo ai film western in un'intervista del 1991.
Oltre alla recitazione, Clark ha maturato competenze nella regia, dirigendo nel 1988 il film "Da", drammatico con Bernard Hughes, Martin Sheen e William Hickey, suo ex insegnante di recitazione. La pellicola racconta la storia di uno sceneggiatore newyorkese richiamato in Irlanda per il funerale paterno. La sua collaborazione più prolungata in regia ha coinvolto Stuart Rosenberg, con il quale ha recitato in "Pocket Money" (1972), "The Laughing Policeman" (1973) e "Let's Get Harry" (1986).
La filmografia di Clark prosegue con numerosi altri western di pregio, tra cui "Monte Walsh" (1970), "Macho Callahan" (1970), "The Culpepper Cattle Co." (1972), "Kid Vengeance" (1976), "The Legend of the Lone Ranger" (1981) e, più recentemente, "A Million Ways to Die in the West" (2014). Una carriera che testimonia la dedizione di un professionista capace di attraversare generazioni di cinema americano, lasciando tracce significative in uno dei generi più iconici della settima arte.