Una sentenza del tribunale federale del Massachusetts ha messo fine, almeno temporaneamente, alle modifiche sulla politica vaccinale apportate dall'amministrazione Trump negli ultimi dodici mesi. Il magistrato Brian Murphy ha ordinato il blocco immediato delle principali iniziative varate dal segretario alla Salute Robert Kennedy Jr., tra cui la riduzione della lista dei vaccini obbligatori per i bambini americani e le restrizioni sull'accesso ai vaccini contro il Covid-19.
Secondo la motivazione della sentenza, il governo ha violato le procedure consolidate nel settore della sanità pubblica. Storicamente, le decisioni su immunizzazione e protocolli vaccinali sono sempre state precedute da una revisione attenta e rigorosa della letteratura scientifica disponibile. Il giudice ha sottolineato che l'amministrazione ha bypassato impropriamente il Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione e i pareri dei suoi esperti, ignorando metodologie collaudate e compromettendo così la credibilità delle proprie azioni.
Le modifiche bloccate includevano anche le raccomandazioni formulate da consulenti nominati direttamente da Kennedy all'interno della struttura tecnica. Il magistrato ha ritenuto che tali decisioni, assunte senza il vaglio scientifico previsto, non potessero rimanere in vigore.
L'amministrazione Trump ha già preannunciato che farà ricorso immediato contro la sentenza. Un portavoce del dipartimento della Salute ha dichiarato che la decisione del giudice sarà capovolta, affermando che nessun altro ostacolo legale fermerà l'azione di governo dell'attuale esecutivo. Secondo quanto riportato dal New York Times, il ricorso è considerato praticamente certo.
La vicenda rappresenta uno scontro tra due visioni della governance sanitaria: da un lato l'approccio dell'amministrazione Trump, che ha cercato di modificare le politiche vaccinali nazionali; dall'altro la struttura istituzionale costruita negli anni per garantire che tali decisioni riposino su solide fondamenta scientifiche. Il pronunciamento della corte sottolinea l'importanza di mantenere separati i processi decisionali tecnici dalle pressioni politiche nel campo della salute pubblica.