Uscito il 12 marzo su PC e PlayStation 5, 1348: Ex Voto è diventato il simbolo di uno scontro culturale che divide la comunità videoludica. Il titolo, sviluppato da Sedleo e pubblicato dall'etichetta francese Dear Villagers, ha acceso il dibattito ben prima del lancio ufficiale, trascinandosi dietro critiche non sempre costruttive. Al centro della controversia c'è la relazione sentimentale tra Aeta, aspirante guerriera interpretata dalla performer non binaria Alby Baldwin, e Bianca, affidata alla voce e al volto dell'attrice queer Jennifer English, celebre per il suo ruolo in Baldur's Gate 3 e Clair Obscur: Expedition 33.
Il gioco si sviluppa in un'Italia ispirata al XIV secolo durante la peste nera, un'epoca storica rielaborata in chiave completamente fantastica dagli autori. Proprio su questo punto si concentra buona parte delle obiezioni: molti commentatori online hanno contestato la rappresentazione della relazione omosessuale come storicamente inaccurata e dettata da preoccupazioni ideologiche contemporanee. I detrattori hanno utilizzato espressioni come "agenda woke" per bollare la scelta narrativa, una critica ricorrente quando i media audiovisivi decidono di narrare identità e storie fino a poco tempo fa assenti dalla cultura pop mainstream.
Tom Oceano e Fabiola Vivienne Martelli, fondatori dello studio, hanno risposto alle polemiche sottolineando l'intenzionalità dietro la decisione creativa. In un'intervista rilasciata a Multiplayer, hanno confermato di aver previsto le contestazioni, affermando che la definizione del personaggio principale era totalmente deliberata e indipendente, motivata semplicemente dal desiderio di raccontare una storia che risuonava con loro dal punto di vista artistico. Gli sviluppatori hanno inoltre precisato che l'intero contesto medievale del progetto mantiene deliberatamente una natura fantastica e non pretende alcuna aderenza filologica.
Le critiche hanno assunto dimensioni considerevoli a gennaio, quando gli autori di Knight's Path, un altro progetto videoludico firmato da Jan Tichota e Aamn Chahrour, dichiararono su X di non nutrire interesse alcuno per ciò che definirono "agende moderne", rispondendo a domande sulla rappresentanza LGBTQ+. Il profilo ufficiale di 1348: Ex Voto colse l'occasione per intervenire pubblicamente nel dibattito, amplificando il confronto tra due visioni diametralmente opposte del ruolo della narrativa nei videogiochi contemporanei.
Quanto accaduto riflette una frattura più ampia all'interno dell'industria ludica: da un lato studio e autori che vedono i videogiochi come strumenti narrativi liberi di esplorare qualsiasi tipo di esperienza umana, dall'altro una fazione che percepisce la crescente diversificazione dei protagonisti come una forzatura ideologica. Nel caso di 1348: Ex Voto, i dati di vendita e la risposta del pubblico pagante potrebbero fornire indicazioni concrete su quanto queste polemiche online influenzino effettivamente il successo commerciale di un progetto.