Una domanda sempre più frequente tra i pensionati della pubblica amministrazione riguarda la corretta procedura per ottenere la riliquidazione dell'assegno pensionistico. A sollevare il dubbio è un funzionario del Ministero dell'economia e delle finanze collocato in quiescenza nel marzo del 2022, il quale spiega di aver ricevuto comunicazione dal Mef dell'avvenuta trasmissione all'Inps di tutta la documentazione necessaria per procedere con il ricalcolo della pensione e del Trattamento di fine servizio.

Secondo quanto riferito dal richiedente, l'amministrazione ha già provveduto a trasmettere il fascicolo previdenziale circa un anno fa, precisamente nel dicembre dell'anno precedente. Emerge quindi un interrogativo centrale: il pensionato deve personalmente presentare una formale istanza di ricostituzione presso l'Inps, oppure l'istituto previdenziale procederà d'ufficio sulla base delle comunicazioni ricevute direttamente dalla struttura ministeriale?

La questione tocca un aspetto rilevante della gestione amministrativa delle pensioni pubbliche. Quando un ministero trasmette la documentazione completa e certificata all'Inps per la rielaborazione di un trattamento pensionistico, sorgono frequentemente dubbi tra i contribuenti riguardo ai propri obblighi procedurali. La confusione nasce dalla sovrapposizione tra comunicazioni ufficiali da parte della pubblica amministrazione e le responsabilità dirette del singolo beneficiario nel richiedere formalmente variazioni al proprio assegno.

Secondo la prassi consolidata e le normative in materia, quando il Mef trasmette all'Inps la documentazione per una riliquidazione pensionistica, l'ente previdenziale è tenuto a dare seguito al procedimento in modo autonomo. Non è generalmente richiesta un'ulteriore istanza da parte del pensionato, a patto che tutta la documentazione sia stata correttamente trasmessa. Tuttavia, è consigliabile che il beneficiario verifichi lo stato di avanzamento della pratica presso gli sportelli Inps o attraverso i canali telematici messi a disposizione, specialmente quando sono passati tempi considerevoli dalla trasmissione iniziale.

Per chi si trova in una situazione analoga, la raccomandazione è contattare direttamente il servizio clienti dell'Inps per accertare se la pratica è in corso e quale sia il tempistica prevista. Nel caso in cui emergessero ritardi significativi o mancanze documentali, allora sarebbe opportuno procedere con un'istanza formale di ricostituzione che fungerebbe da sollecito amministrativo e creerebbe un documento probatorio dell'attivazione volontaria del ricorrente.