Il Codacons ha deciso di passare al contrattacco contro quella che ritiene una vera e propria speculazione sui prezzi. L'organizzazione di difesa dei consumatori ha presentato esposti simultaneamente in 104 procure sparse su tutto il territorio nazionale, puntando il dito contro rincari considerati ingiustificati che hanno interessato numerosi comparti dell'economia dopo lo scoppio della guerra in Iran. L'associazione documenta come negli ultimi giorni si sia verificato un aumento significativo dei listini in filiere strategiche: quella energetica, agricola, alimentare e industriale rappresentano solo le principali aree colpite dal fenomeno.

I carburanti rimangono il fulcro della denuncia. In Italia circolano quotidianamente oltre 64 milioni di litri di carburante sulla rete ordinaria, di cui poco meno di 41 milioni di gasolio e circa 24 milioni di benzina. Questa massa di consumi significa che anche piccoli incrementi unitari del prezzo si traducono in trasferimenti economici giganteschi dalle tasche dei cittadini verso gli operatori del settore. Il Codacons sottolinea come aumenti apparentemente modesti moltiplicati per decine di milioni di litri giornalieri generino effetti macroeconomici devastanti per le famiglie e le imprese.

Gli effetti a cascata sono già visibili sugli scaffali dei supermercati. Il rincaro del carburante ha alimentato immediatamente l'aumento dei costi di trasporto e logistica, con conseguenti rialzi sui prezzi di frutta e verdura e su diversi prodotti alimentari. Ma la speculazione non si ferma qui: nel settore della plastica, fornitori chiave hanno richiesto incrementi fino al 30% sulle loro tariffe, con aumenti che sfiorano i 250 dollari per tonnellata. Una pressione che finirà dritta sulle bottiglie d'acqua e su migliaia di prodotti confezionati.

L'edilizia e l'industria stanno subendo colpi ancora più duri. Il rame ha registrato balzi vicini al 40%, mentre ferro e alluminio vedono listini ritoccati del 20%. Nel settore delle costruzioni gli incrementi sono particolarmente aggressivi: il bitume costa il 18% in più rispetto a qualche settimana fa, il calcestruzzo il 10% ulteriore. Nel comparto della meccanica alcune materie plastiche hanno subito rincari del 30%, mentre il legno fatica con aumenti compresi tra il 10 e il 15%. Un quadro dove praticamente nessuna filiera esce indenne dalla spirale al rialzo.

Con la presentazione degli esposti nelle procure italiane, il Codacons chiede alle autorità di verificare se dietro questi rincari simultanei e trasversali vi siano effettivamente comportamenti speculativi coordinati o semplici dinamiche di mercato. Nel primo caso, scatterebbe l'applicazione delle norme sulla concorrenza sleale e sulla tutela dei consumatori. Nel secondo, resterebbe comunque inevitabile la constatazione di un sistema economico fragile, dove eventi geopolitici lontani producono effetti immediati e devastanti sui portafogli degli italiani.