Su due minuscoli scogli vulcanici al largo delle Eolie vive una delle creature più straordinarie del pianeta: la lucertola di Podarcis raffonei. Questi rettili, isolati da secoli sugli isolotti di La Canna (presso Filicudi) e Strombolicchio, rappresentano oggi un vero enigma scientifico. Una ricerca internazionale coordinata anche dall'Università di Ferrara ha documentato qualcosa di apparentemente impossibile: queste lucertole possiedono un livello di diversità genetica talmente ridotto da essere praticamente geneticamente identiche le une alle altre.

I numeri parlano da soli e lasciano perplessi gli scienziati. L'analisi del DNA delle popolazioni di La Canna ha rivelato che ogni 300 mila basi genomiche esiste mediamente una sola variazione. Per comprendere quanto sia straordinario, basti pensare che in una popolazione animale sana il confronto tra due individui mostra migliaia di differenze genetiche che rendono ogni esemplare unico. Qui invece le lucertole sono quasi perfette fotocopie genetiche l'una dell'altra. Lo studio, pubblicato sulla rivista Heredity, rappresenta il record assoluto di uniformità genetica mai osservato in un organismo selvatico.

Ma perché tutto questo preoccupa gli esperti? Nella natura, la diversità genetica funziona come una polizza assicurativa per la sopravvivenza. Quando l'ambiente cambia drasticamente, quando emergono nuove malattie o parassiti, la varietà genetica garantisce che almeno alcuni individui possiedano le caratteristiche necessarie per adattarsi e sopravvivere. Al contrario, quando una popolazione si riduce a pochi esemplari isolati, l'accoppiamento tra consanguinei accumula mutazioni dannose, il cosiddetto carico genetico, accelerando inesorabilmente verso l'estinzione. Per questo motivo, una lucertola come quella delle Eolie dovrebbe teoricamente non esistere più.

eppure esiste, e funziona. La popolazione di La Canna gode di una stabilità sorprendente nonostante la variabilità genetica praticamente azzerata. Lo studio ha rivelato che il carico genetico effettivo di queste lucertole rimane paragonabile a quello della più numerosa e geneticamente variegata popolazione di Strombolicchio. I ricercatori ipotizzano che nel corso dei secoli la selezione naturale abbia progressivamente eliminato dal DNA le mutazioni più pericolose, creando un equilibrio precario ma funzionante. Questa scoperta stravolge le attuali teorie sull'evoluzione e sulla conservazione delle specie, dimostrando che una popolazione può teoricamente sopravvivere anche in condizioni genetiche estreme, purché il carico mutazionale sia stato sufficientemente purificato dal tempo.

La lucertola delle Eolie rimane comunque una delle specie più minacciate del pianeta, un'eccezione che non cancella le regole generali della biologia. Tuttavia, il suo caso affascinante solleva domande importanti su quanto ancora ignoriamo sui meccanismi di sopravvivenza nelle specie selvatiche estremamente isolate. Per gli scienziati, questa piccola creatura diventa una finestra straordinaria per comprendere i limiti della variabilità genetica e la capacità della natura di adattarsi a condizioni consideriate impossibili.