La corsa al rialzo dei prezzi dell'energia elettrica non accenna a fermarsi. Secondo i dati diffusi dal Gestore dei Mercati Energetici, nel periodo compreso tra il 9 e il 15 marzo il prezzo medio nazionale dell'energia (Pun Index) si è attestato a 147,54 euro per megawattora. Un incremento significativo rispetto alla settimana immediatamente precedente, quando la quotazione media era rimasta a 141,28 euro per MWh, con un rialzo di oltre sei euro per unità di misura.

I volumi scambiati direttamente sulla borsa del GME hanno raggiunto i 4,7 milioni di megawattora, confermando una buona liquidità del mercato pari all'85,3%. Questi numeri riflettono un mercato dinamico dove fornitori e acquirenti continuano a operare nonostante il contesto di prezzi elevati che caratterizza il panorama energetico europeo da mesi.

Le quotazioni non risultano uniformi lungo la penisola. L'analisi territoriale mostra differenze rilevanti tra le varie regioni: la Sardegna registra il prezzo più contenuto con 138,72 euro per MWh, mentre la Sicilia si attesta come l'area più cara d'Italia a 158,46 euro per MWh. Uno scarto di quasi venti euro che evidenzia come i fattori geografici e infrastrutturali continuino a influenzare significativamente le quotazioni locali dell'energia elettrica nel nostro paese.