La Corte d'appello dello Stato della Città del Vaticano ha deciso di annullare il primo grado del procedimento a carico del cardinale Angelo Becciu, ordinando il completo rifacimento del dibattimento. La decisione, resa nota il 17 marzo, riguarda la vicenda giudiziaria collegata alla vendita di un palazzo nel cuore di Londra, operazione che aveva già suscitato forti polemiche all'interno dell'istituzione ecclesiastica.

Secondo quanto stabilito dalla Corte nell'ordinanza depositata, la nullità dichiarata è di carattere "relativo", il che significa che non viene azzerato l'intero processo. La sentenza di primo grado mantiene comunque i suoi effetti legali, pur essendo necessaria una riedizione completa del dibattimento. Il tribunale d'appello ha già fissato il 22 giugno come data per la comparizione delle parti, durante la quale verranno definiti i tempi per le nuove udienze.

Al centro della decisione vi sono diverse irregolarità procedurali riscontrate dal collegio giudicante. In particolare, la Corte ha evidenziato il mancato deposito integrale della documentazione istruttoria da parte del Promotore di giustizia, ovvero il pubblico ministero vaticano. Questa omissione, ritenuta sostanziale per garantire il diritto alla difesa e la corretta amministrazione della giustizia, ha portato all'annullamento della fase iniziale del processo.

La decisione rappresenta un punto di svolta significativo nella lunga controversia che ha coinvolto Becciu, già sottoposto a procedimento disciplinare dalla Santa Sede per altre questioni. La necessità di ricominciare il procedimento implica ulteriori mesi, se non anni, di iter giudiziario prima che possa raggiungersi una decisione definitiva sulla vicenda londinese e sulle responsabilità del cardinale nel controverso affare immobiliare.