È stato sottoscritto questa mattina presso il Mimit l'accordo sulla chiusura dello stabilimento Altuglas di Porto Marghera. L'intesa, negoziata già dal 10 marzo tra l'azienda e le organizzazioni sindacali, comporta la perdita di 32 posti di lavoro a Venezia, su un organico che contava 51 unità al momento dell'avvio della procedura di licenziamento. Contestualmente, la sede di Rho a Milano subirà una riduzione dimensionale.

Secondo quanto stabilito dall'accordo, tutti i lavoratori interessati dalla chiusura riceveranno un incentivo economico corrisposto mediamente in due mesi di stipendio. Per coloro che mancano meno di due anni alla pensione è previsto un ulteriore supporto: l'azienda verserà la differenza tra la retribuzione piena e l'indennità di disoccupazione Naspi fino al raggiungimento dell'età pensionabile.

Migliore la situazione per il personale dello stabilimento lombardo: i dipendenti di Rho, esclusi quelli ormai prossimi al pensionamento, verranno riassorbiti all'interno di altre linee produttive del gruppo statunitense Trinseo, società proprietaria del marchio.

Mauro Vangelista, sindacalista della Filctem Cgil veneziana, ha commentato il risultato evidenziando come la chiusura rappresenti «una sconfitta per tutti». In particolare, il sindacalista ha sottolineato il danno per i lavoratori, che hanno fornito «professionalità e competenze garantendo continuità produttiva nel corso degli anni», nonché per il territorio e l'intero sistema industriale locale.

Vangelista ha inoltre rimarcato il significato storico della perdita: il sito del Petrolchimico di Porto Marghera costituisce «una parte fondamentale della storia industriale italiana». La chiusura di Altuglas rappresenta l'ennesimo passo indietro per il settore chimico veneziano, che per decenni ha rappresentato uno dei principali poli produttivi e industriali europei. Con questa dismissione si consolida il progressivo declino del tessuto manifatturiero che ha caratterizzato l'area negli ultimi anni.