Poste Italiane ha appena approvato il bilancio 2026 e il responso non potrebbe essere più positivo. Il consiglio di amministrazione ha confermato i dati preliminari e ha ricevuto un aggiornamento sui risultati conseguiti tra gennaio e febbraio che non lascia spazi all'incertezza: tutte le divisioni del gruppo stanno procedendo secondo le attese dichiarate al mercato lo scorso 26 febbraio, con ricavi e risultato operativo che superano addirittura le performance dello stesso periodo dell'anno precedente.
Nel segmento della logistica, il polso è forte: i volumi dei pacchi continuano a registrare una crescita robusta trasversale a tutti i segmenti di clientela, dal retail alle aziende. Sul versante finanziario-assicurativo le notizie sono altrettanto incoraggianti. La raccolta netta da investimenti si mantiene positiva sia nel comparto delle polizze vita che nel settore dei fondi comuni, mentre i depositi della clientela retail beneficiano di un contesto di tassi di interesse ancora favorevole. Questa dinamica supporta direttamente i ricavi generati dal portafoglio investimenti, con la gestione attiva del portafoglio già realizzata nei primi due mesi quella che era stata prevista per l'intero 2026.
La transizione digitale continua a rappresentare un elemento di grande rilevanza per la strategia del gruppo. L'app "P" ha raggiunto 17 milioni di utilizzatori considerando gli ultimi dodici mesi su base mobile, con 4,2 milioni di utenti che si connettono quotidianamente. A livello più ampio, i pagamenti digitali hanno ormai raggiunto il 62% del totale rispetto al 57% del 2025, evidenziando un cambio definitivo nelle abitudini dei clienti. Nel segmento energetico, poi, Poste Energia continua a espandere la propria base di clienti, confermandosi un pilastro della diversificazione del gruppo.
L'elemento che colpisce di più dal rapporto del cda è la coerenza con cui il gruppo sta mantenendo le proprie promesse al mercato. Non si tratta di sorprese negative contenute, ma di una reale anticipazione del raggiungimento degli obiettivi dichiarati. Questo dato di per sé rappresenta un segnale positivo sulla qualità della pianificazione strategica e sulla capacità gestionale della società, un elemento non scontato in un contesto economico ancora complesso e soggetto a turbolenze.