Seduta positiva per la Borsa di Milano, che ha archiviato la giornata odierna con un guadagno dello 1,2%, allineandosi al movimento rialzista dei principali mercati europei e beneficiando della scia favorevole proveniente da Wall Street. Il clima di fiducia ha favorito gli acquisti su diversi comparti, con il settore energetico a fare da traino principale per il FTSE Mib.

Tra i big del listino principale, i titoli dell'energia hanno registrato i rialzi più consistenti della seduta. Tenaris si è messa in mostra con un incremento del 3,6%, mentre Eni ha avanzato del 3,5%, beneficiando della spinta positiva sui prezzi delle materie prime. Accanto ai giganti dell'oil&gas, hanno performato bene anche Stellantis e Tim, entrambe salite del 3%, confermando l'ampiezza della ripresa.

Il comparto bancario ha dimostrato solidità, con Mediobanca protagonista con un +2,2% e Mps in rialzo del 2,1%. Anche Banco Bpm e Intesa Sanpaolo hanno avanzato rispettivamente dell'1,5% e dell'1,1%, mentre UniCredit ha registrato una crescita più contenuta dello 0,5%, frenata dalle dinamiche legate all'offerta su Commerzbank e al perseguimento della soglia del 30%. Nell'ambito delle infrastrutture, Enel ha guadagnato il 2,7% e Inwit il 2,6%. Le utility hanno offerto un contributo positivo, con A2a che ha registrato un +0,7% grazie a risultati 2025 superiori alle stime, e Hera in crescita del 2%.

Sul fronte dei titoli minori, Nexi ha avanzato dell'1,5%, Ferrari del 1,4% e Campari dell'1%, mentre Prysmian è rimasta pressoché invariata con un +0,06%. Giornata difficile invece per il settore della difesa: Fincantieri ha ceduto il 2% e Leonardo lo 0,7%. Amplifon ha subito una pesante battuta d'arresto, perdendo il 10% nonostante S&P abbia confermato il rating seguente all'acquisizione di Gn Hering, con outlook stabile. Stm ha chiuso debole con un -0,4%.

Sul fronte dei rendimenti, lo spread tra i titoli decennali italiani e tedeschi si è contratto a 75 punti, segnale di fiducia verso il debito pubblico italiano. Il rendimento del decennale nazionale ha concluso la seduta al 3,65%, riflettendo il miglioramento della percezione del rischio sui mercati.