Nel corso della serata domenicale, Poste Italiane ha annunciato un'operazione di consolidamento nel settore dei servizi di telecomunicazione attraverso un'offerta pubblica mista, combinando scambio di azioni e denaro contante. Secondo quanto comunicato dalla società controllata dello Stato, ogni azionista di Tim riceverebbe 0,0218 azioni neocreate di Poste e 0,167 euro per ogni titolo posseduto. L'operazione, valutata complessivamente in 10,8 miliardi di euro, rappresenta una mossa strategica della società guidata da Del Fante, che già deteneva una quota significativa di Tim dopo l'uscita di Vivendi.
L'obiettivo dichiarato è la realizzazione della più importante infrastruttura di connettività integrata sul territorio nazionale. Poste sottolinea come l'offerta sia particolarmente vantaggiosa per gli azionisti e come miri alla acquisizione della totalità del capitale sociale di Tim, con conseguente delisting dalle contrattazioni di Borsa Italiana. La struttura proprietaria del gruppo risultante vedrebbe lo Stato italiano come azionista di controllo con partecipazione superiore al 50 per cento, includendo la quota detenuta da Cassa depositi e prestiti, garantendo secondo l'azienda una governance robusta nel lungo termine.
L'aggregazione porterebbe alla creazione di un gigante industriale con caratteristiche uniche nel panorama italiano. Il gruppo combinato genererebbe ricavi consolidati pari a circa 26,9 miliardi di euro annui e un margine operativo (Ebit) aggregato di approssimativamente 4,8 miliardi, impiegando oltre 150 mila lavoratori. L'integrazione permetterebbe a Poste di incorporare tre asset rilevanti: l'infrastruttura di rete fissa e mobile su scala nazionale di Tim, posizioni strategiche nel settore cloud e data center nazionale, oltre alla capacità di fornire servizi di connettività sicura e sovrana.
Secondo quanto comunicato da Poste, questa acquisizione rappresenta l'evoluzione naturale della propria strategia industriale, trasformando il maggior operatore logistico e distributivo del Paese in un abilitatore della transizione digitale nazionale. L'integrazione creerebbe una piattaforma unica capace di offrire servizi completi sfruttando la capillare rete distributiva di Poste e le infrastrutture di telecomunicazione di Tim. La società sottolinea inoltre come questa soluzione rappresenti un allineamento perfetto tra due realtà complementari nella loro vocazione di servizio al Paese.
L'operazione rimane adesso in attesa della reazione del mercato e dei regolatori competenti. Il timing del blitz serale comunica chiaramente l'intenzione di Poste di cogliere il mercato con una proposta già strutturata nei dettagli, minimizzando margini di incertezza per gli investitori. Le prossime settimane determineranno l'accoglienza da parte degli azionisti di Tim e le valutazioni delle autorità competenti in materia di concorrenza e interesse pubblico nel settore strategico delle telecomunicazioni.