L'abbazia di Pontida, nel bergamasco, ha accolto questa mattina la celebrazione funebre di Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord scomparso nei giorni scorsi. Il feretro, decorato con una corona di fiori bianchi e la bandiera del Sole delle Alpi, è stato portato nel luogo simbolo per eccellenza del movimento politico che ha diretto per decenni. Qui, a partire dal 1990, si tiene ogni anno il tradizionale raduno del Carroccio, un appuntamento che ha segnato la storia del partito e della politica italiana.
L'evento ha assunto caratteri di grande rilevanza istituzionale, con la partecipazione della premier Giorgia Meloni, dei vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, dei presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, oltre a numerosi ministri, governatori e parlamentari. Salvini, indossando la storica camicia verde, si è posizionato in prima fila accanto ai familiari di Bossi, baciando affettuosamente la moglie Manuela Marrone durante la cerimonia. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha partecipato visibilmente commosso, leggendo anche una delle letture liturgiche.
L'atmosfera era quella tipica dei raduni leghisti: cori di "Padania libera" e slogan indipendentisti riecheggiavano tra i presenti, mentre militanti e simpatizzanti intonavano inni a favore del movimento. La platea ha riservato applausi calorosi alla presidente del Consiglio, al governatore della Lombardia Attilio Fontana e al presidente del Veneto Luca Zaia. Diversa la ricezione per Mario Monti, ex premier e senatore a vita, accolto da fischi e grida di disapprovazione da parte dei sostenitori leghisti, che gli contestavano le politiche attuate durante il suo governo.
Giancarlo Giorgetti ha svolto funzioni liturgiche durante la messa, celebrata dall'abate Giordano Rota. Il figlio Renzo Bossi è salito sull'altare insieme ai fratelli Eridano Sirio e Roberto Libertà per rendere omaggio al padre. Nell'omelia, il sacerdote ha sottolineato il significato profondo del momento, riconoscendo l'ampia partecipazione della comunità politica e personale attorno alla figura del defunto.
Al momento dell'uscita del feretro, i cori si sono intensificati: slogan separatisti e riferimenti alla storia leghista hanno caratterizzato i minuti conclusivi della cerimonia. Salvini, nel corso della sua dichiarazione ai cronisti, ha enfatizzato l'importanza della presenza e della vicinanza in questo momento, piuttosto che di proclami politici. La partecipazione trasversale delle istituzioni ha testimoniato il riconoscimento, almeno formale, dell'importanza storica di Bossi nella politica italiana, indipendentemente dalle valutazioni più critiche sulla sua esperienza politica.