Zerocalcare ha lanciato un appello critico rivolto alla sinistra italiana dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove si è presentato per l'evento conclusivo di Libri Come. In una conversazione con la giornalista Tonia Mastrobuoni, il celebre autore di fumetti ha analizzato le debolezze strutturali della democrazia contemporanea e le contraddizioni che a suo avviso bloccano il fronte progressista. Nel corso dell'intervento, ha evidenziato come il campo della sinistra sia vittima di una profonda crisi di fiducia che si traduce in paralisi comunicativa e politica.
Il nodo centrale del ragionamento di Zerocalcare riguarda il rapporto della sinistra con il conflitto e il dissenso. Secondo il fumettista, le forze progressiste soffrono di una «grossa paura» nei confronti di tutto ciò che ruota intorno alla conflittualità, soprattutto quando questa si connette a episodi di violenza. Tale timore, prosegue, genera difficoltà nel prendere posizione con franchezza su questioni controverse. Il problema non sarebbe tanto la natura dei fatti in sé, quanto il clima di pressione costante sotto cui operano gli esponenti della sinistra. «Siamo incalzati persino quando accadono fatti davvero marginali», ha dichiarato, sottolineando come anche questioni di scarsa rilevanza diventino fonte di ansia e auto-limitazione.
Zerocalcare ha inoltre individuato nella criminalizzazione sistematica del dissenso uno dei fattori che alimentano questa dinamica paralizzante. Ha citato come esempio emblematico il caso degli attivisti di Ultima Generazione, indagati per associazione a delinquere per aver lanciato vernice su una parete. Questa strategia di giudiziarizzazione della protesta avrebbe generato un effetto di autocensura diffusa, dove il timore di essere associati a violenza o estremismo scoraggia chiunque dal prendere parola su questioni pubbliche. La conseguenza, secondo il fumettista, è che sollevare questioni critiche sulla situazione italiana sia diventato un tabù. In questo contesto, ha aggiunto provocatoriamente, l'antifascismo stesso viene confuso e associato al terrorismo, un'equiparazione che rappresenta un'ulteriore distorsione della realtà storica e politica del Paese.
In chiusura, Zerocalcare ha adottato un tono più intimo, confessando il proprio stato emotivo di fronte al panorama politico attuale. Ha ammesso di sentirsi sconfitto e oppresso dalla situazione, trovando difficile tornare a una prospettiva complessa dei fenomeni. Tuttavia, ha anche riconosciuto che la complessità, pur richiedendo uno sforzo di spiegazione individuale e paziente, rappresenta l'unico approccio serio ai problemi. Ha concluso osservando che quando le persone incontrano qualcuno disposto ad ascoltarli veramente e a trasmettere questa complessità con attenzione, qualcosa può cambiare.