Una disputa sulla corretta applicazione delle regole elettorali anima il dibattito genovese in vista del referendum. Il comitato che sostiene il "No" ha segnalato come irregolare la massiccia proiezione di un "Sì" visibile dal maxischermo esterno della struttura di Primocanale, il noto gruppo televisivo locale con sede in città. La denuncia punta il dito contro quella che viene etichettata come una chiara violazione del silenzio elettorale, periodo durante il quale la legge impone cautela nella comunicazione pubblica su questioni sottoposte a voto popolare.
La risposta della televisione non tarda ad arrivare. Gli esponenti di Primocanale hanno fornito chiarimenti sulla natura del messaggio proiettato, sostenendo fermamente che non si tratta di una campagna legata alle votazioni imminenti. Secondo l'emittente, la grafica in questione rappresenta semplicemente una pubblicità ordinaria, parte di una campagna commerciale che prosegue da ormai quattro settimane senza interruzioni. Una distinzione fondamentale che, dal punto di vista di chi gestisce la struttura, colloca completamente l'accaduto al di fuori del perimetro delle norme sul silenzio elettorale.
La questione mette in evidenza le zone grigie che caratterizzano l'applicazione della normativa durante i periodi referendari. Da una parte, chi contesta vede nel messaggio uno strumento di pressione pubblica su un tema di voto imminente; dall'altra, chi gestisce la comunicazione sostiene di operare nell'ambito della libera attività pubblicitaria, senza alcun intento di influenzare l'esito della consultazione. Lo scontro riflette tensioni più ampie che emergono frequentemente quando pubblicità, comunicazione commerciale e dibattito civico si intrecciano negli spazi urbani durante fasi delicate del processo democratico.
Intanto, la polemica continua a catalizzare l'attenzione dei genovesi, sollevando interrogativi sulla trasparenza e sulla corretta interpretazione della legge. Le autorità competenti potranno valutare se effettivamente il confine tra messaggio pubblicitario ordinario e comunicazione con rilevanza elettorale sia stato rispettato, oppure se la segnalazione del comitato del No meriti un approfondimento formale. La data del 22 marzo 2026 rimane segnata da questo acceso contrasto interpretativo.