Arthur Mensch, numero uno di Mistral, ha lanciato una proposta ambiziosa sulle pagine del Financial Times: istituire un fondo europeo finanziato dagli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale. L'idea prevede un contributo compreso tra l'1 e l'1,5% dei ricavi, destinato a investire nella creazione di contenuti culturali sul territorio dell'Unione Europea. Una misura che coinvolgerebbe sia le aziende europee che i giganti stranieri del settore operanti sul mercato comunitario.

Secondo quanto dichiarato da Audrey Herblin-Stoop, responsabile degli affari esterni della società francese, in un comunicato all'agenzia AFP, questo prelievo permetterebbe agli sviluppatori di ottenere in cambio una copertura legale dalla responsabilità civile nel caso di addestramento su contenuti disponibili pubblicamente in rete. Una sorta di scambio: contributo economico per la cultura in cambio di certezza normativa sui dati utilizzati per l'apprendimento automatico dei sistemi di intelligenza artificiale.

La proposta arriva in un momento delicato per l'azienda parigina. Poco più di un mese fa, un'inchiesta del giornale investigativo francese Mediapart aveva rivelato come Mistral avesse utilizzato opere letterarie protette dal diritto d'autore per addestrare i propri modelli. I ricercatori hanno dimostrato che il chatbot Le Chat era in grado di restituire fino al 35% del testo integrale del primo capitolo di Harry Potter e il 58% del Piccolo Principe. Di fronte alle critiche, Mistral aveva giustificato l'accaduto sostenendo di rispettare i meccanismi di esclusione volontaria dai dataset, aggiungendo però che alcune opere, soprattutto se molto popolari e diffuse in molteplici copie online, risultano praticamente impossibili da filtrare completamente dalle fonti di addestramento.

Sul piano normativo, il panorama europeo rimane ancora frammentario. L'AI Act, entrato in vigore con obblighi operativi da agosto 2025, impone ai fornitori di modelli di intelligenza artificiale generale il rispetto delle normative sul diritto d'autore e la pubblicazione di sintesi dettagliate sui dati utilizzati per l'addestramento. Tuttavia, l'applicazione concreta di questi principi nella gestione quotidiana dei dataset si rivela complessa e tutt'altro che risolta. Negli Stati Uniti il quadro è ancora più vago: non esiste una legge federale specifica che regoli l'uso di opere protette per l'addestramento, e il tema continua a essere dibattuto nei tribunali attraverso le lenti del diritto d'autore e della dottrina del fair use. Un caso emblematico riguarda Anthropic: il giudice ha stabilito una distinzione importante tra l'addestramento stesso, ritenuto ammissibile come uso equo, e la conservazione di copie piratate dei libri, considerata invece una violazione autonoma. La causa è stata poi chiusa con un accordo da 1,5 miliardi di dollari.

La proposta di Mistral, dunque, prova a risolvere in un colpo solo due problemi: garantire stabilità legale alle aziende del settore e creare un meccanismo di compensazione verso il mondo della creatività e della cultura europea. Un'iniziativa che riflette le crescenti tensioni tra l'industria dell'intelligenza artificiale e i detentori dei diritti di proprietà intellettuale.