Le principali piazze borsistiche europee chiudono la seduta in profondo rosso, travolte dall'incertezza geopolitica legata alla crescente tensione in Iran e dal conseguente rialzo dei prezzi dell'energia. La volatilità dei mercati riflette il nervosismo degli operatori finanziari di fronte a uno scenario internazionale sempre più instabile che rischia di compromettere la ripresa economica del Vecchio Continente.
Francoforte registra la performance peggiore della giornata, con il Dax che cede quasi il 2%, scendendo fino a 21.946 punti. La piazza tedesca, particolarmente sensibile ai rialzi del petrolio dato il peso dell'industria manifatturiera nella sua economia, soffre più delle altre per l'incertezza sui costi energetici. Parigi segue a ruota con il Cac 40 che arretra dell'1,61% sino a 7.542 punti, mentre Londra chiude con il Ftse 100 giù dell'1,42% a quota 9.777 punti.
Al centro della tempesta c'è la nuova spirale di tensioni nel Golfo Persico, regione cruciale per le forniture globali di idrocarburi. L'escalation iraniana alimenta timori di possibili interruzioni negli scambi commerciali e accresce l'incertezza sugli equilibri geopolitici, spingendo i trader a ridimensionare le posizioni su azioni e settori considerati più vulnerabili a shock esterni. Il prezzo del petrolio greggio schizza al rialzo, trascinando i listini verso il basso nella scia di una classica fuga verso beni rifugio.
L'atmosfera di cautela che caratterizza gli scambi di questa sessione sottolinea come i mercati rimangono ipersensibili a qualsiasi segnale di deterioramento della situazione internazionale, con gli investitori pronti a ridurre l'esposizione al rischio in caso di ulteriori sviluppi negativi.