Clima di tensione alla riapertura delle contrattazioni europee, dove gli investitori mostrano cautela rispetto alle crescenti turbolenze geopolitiche originate dal conflitto in Iran. Milano riflette questo sentiment negativo, con l'indice Ftse Mib che scivola a 41.958 punti, registrando una perdita dell'1,96% rispetto alla chiusura precedente. In questo scenario di generale debolezza, emergono tuttavia delle eccezioni che catturano l'attenzione del mercato.

Tra i protagonisti positivi della seduta spicca Telecom Italia, che protagonista di una vigorosa rialzo del 4,1% e quota 60 centesimi. La spinta al rialzo del titolo è alimentata dall'imminente operazione pubblica d'acquisto lanciata da Poste Italiane, che ha fissato l'offerta a 63,5 centesimi per azione. Tuttavia, il colosso delle poste arretra del 6,39% a 20,04 euro, risentendo dell'esborso impegnato per l'acquisizione.

Nel capitolo delle turbative aziendali si inserisce Monte dei Paschi, che limita i danni perdendo l'1,73% fra le incertezze legate alle nomine della governance. Recentemente è emerso un terzo candidato alla posizione di amministratore delegato, Lovaglio, che attualmente ricopre il ruolo uscente di ceo, aggiungendo elementi di complessità alle decisioni organizzative dell'istituto senese.

Su fronte dei ribassi più consistenti, Diasorin registra l'apertura dei mercati con un tonfo verticale del 17,2%, risultato fra i peggiori della sessione. Questa contrazione estesa caratterizza l'intera seduta, con ulteriori cedimenti che coinvolgono settori tecnologici e industriali: STMicroelectronics arretra del 3,46%, Leonardo lascia sul campo il 3,27%, mentre Prysmian chiude in negativo con il 3,33%.

Il quadro complessivo evidenzia come le preoccupazioni macroeconomiche legate alla situazione internazionale prevalga sulla capacità di singoli titoli di differenziarsi positivamente, ad eccezione dei pochi beneficiari diretti di operazioni di mercato come Telecom Italia.