La rivoluzione dell'automobile autonoma passa anche attraverso la memoria. Secondo Sanjay Mehrotra, capo di Micron Technology uno dei giganti mondiali nella produzione di chip, i veicoli del futuro con capacità di guida completamente automatizzata avranno bisogno di oltre 300 gigabyte di RAM. È una cifra che fa impressione se confrontata con gli attuali 16 GB installati sulle auto più tecnologicamente avanzate di oggi. La dichiarazione è arrivata durante la presentazione dei conti del secondo trimestre 2026, che ha visto la società registrare ricavi per 23,86 miliardi di dollari, quasi il triplo rispetto ai 8,03 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente, trainati soprattutto dalla corsa all'intelligenza artificiale.

Il cambio di rotta di Micron è emblematico: l'azienda ha deliberatamente chiuso la sua divisione dedicata al mercato consumer per concentrare tutte le risorse sui chip per l'IA, riconoscendo dove si trova il vero motore di crescita. E l'automotive rappresenta il prossimo grande terreno di battaglia. I veicoli con autonomia di livello 4, ossia quelli capaci di gestire la guida senza intervento umano nella stragrande maggioranza delle situazioni pur mantenendo la possibilità del controllo manuale, richiederanno architetture hardware completamente diverse da quelle attuali. La ragione è semplice: questi sistemi devono elaborare in tempo reale flussi continui di dati provenienti da sensori, telecamere e radar, processati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale complessi.

Nvidia è già al lavoro su questo fronte con la sua piattaforma Drive Hyperion, sviluppata in collaborazione con costruttori automobilistici come BYD, Geely, Nissan e Isuzu. Queste soluzioni si basano su modelli di IA che esigono potenza di calcolo e prestazioni di memoria paragonabili a quelle dei data center più sofisticati. Non è una semplice questione tecnica, ma una vera e propria sfida infrastrutturale che avrà riflessi su tutta la catena di approvvigionamento mondiale dei semiconduttori, già sottoposta a pressioni significative negli ultimi anni.

Micron ha annunciato un ambizioso piano di espansione produttiva per fronteggiare questa domanda futura. Sono previsti nuovi stabilimenti in Giappone, Singapore e negli Stati Uniti, con l'obiettivo di aumentare la capacità produttiva del 20% già nel 2026. Le nuove fabbriche entreranno in funzione tra il 2028 e il 2029, quando la diffusione dei veicoli autonomi dovrebbe iniziare a decollare. Tuttavia, la strada verso una reale penetrazione di mercato di questi mezzi rimane lunga. I costi rimangono ancora proibitivi per la maggior parte dei consumatori, e il quadro normativo a livello globale continua a evolversi, con governi e istituzioni alle prese con questioni complesse di responsabilità legale e sicurezza. Ma una cosa è certa: l'auto del futuro sarà prima di tutto un computer su ruote.